
L’estate si avvicina e la comunità di Gressoney-La-Trinité (AO) si prepara ad aprire ufficialmente le porte del nuovo Bivacco Passera all’Alta Luce, posizionato nella località omonima (in walser Hochliecht) a circa 3.150 metri di quota nell’alta valle del Lys. L’inaugurazione, prevista per luglio, sarà accompagnata dall’entrata in vigore di alcune regole di accesso.
La Giunta Comunale ha infatti deliberato nei giorni scorsi di concedere l’utilizzo del bivacco previo pagamento di una tariffa per il pernottamento. Una scelta che si inserisce nel delicato discorso della fruizione consapevole e rispettosa dei bivacchi – strutture nate per fungere da punti di appoggio emergenziali, spartani e gratuiti – spesso vittime di comportamenti irresponsabili, se non di veri e propri atti vandalici.
Serratura elettronica e 10 euro di tariffa per il pernotto
Il provvedimento – Deliberazione della Giunta Comunale n. 53 del 29/04/2026 – approvato dal Comune di Gressoney-La-Trinitè, proprietario del bene e principale finanziatore dell’opera, ha come obiettivo dichiarato è quello di monitorare l’utilizzo, garantire il posto letto e prevenire danneggiamenti del bivacco.
L’atto stabilisce che il pernottamento presso la struttura sarà consentito esclusivamente previa prenotazione telematica e il pagamento di una tariffa unica pari a 10 euro a persona per notte. Il meccanismo si affida completamente alle nuove tecnologie per una gestione da remoto.
L‘accesso alla struttura sarà regolato da una serratura elettronica montata sulla porta d’ingresso e l‘utente effettuerà la prenotazione e il pagamento attraverso un portale cloud dedicato. Al termine della procedura, il sistema genererà un codice alfanumerico o un QR code personale, indispensabile per sbloccare la serratura in quota.
I proventi derivanti dalle prenotazioni saranno interamente introitati nel bilancio dell’Ente come parziale indennizzo e contributo di autosostentamento, utile a coprire i costi vivi di manutenzione e gestione tecnica della piattaforma. A tal proposito, le dichiarazioni del sindaco Alessandro Girod riportate da Aostasera evidenziano la necessità di una regolamentazione a fronte di strutture sempre più prese d’assalto: “Il pagamento simbolico è richiesto proprio per disincentivare coloro che vogliono frequentarlo in maniera impropria, oltre a supportare le spese di manutenzione”.
Il vecchio e nuovo Bivacco Passera
Il Passera all’Alta Luce simboleggia la rinascita del bivacco eretto nella zona negli anni Settanta, dedicato alla memoria di Remo Passera, nonno dell’attuale sindaco Girod e personaggio di rilievo per la comunità. Originario di Vigevano, Passera si trasferì a Gressoney per amore della montagna, divenne Guida Alpina e diede un contributo fondamentale allo sviluppo invernale della località, oltre a promuovere la nascita del soccorso alpino a Gressoney. Perse tragicamente la vita sul Castore nel luglio del 1970.
Quel primo ricovero rifletteva gli standard costruttivi dell’epoca: un guscio minimale in lamiera e metallo esposto alle severe condizioni meteo della zona. La sua fine arrivò nel 1983 quando, probabilmente a causa di una porta lasciata aperta da qualche frequentatore, le fortissime raffiche di vento si incanalarono all’interno facendo letteralmente aprire la scatola di metallo, che da allora non venne più ricostruita.
Cinque anni fa, l’amministrazione comunale ne ha approvato il progetto di ricostruzione, ideato dall’architetto Nicole Rat e affidato all’ingegnere Federico Barrel. Un progetto che risponde invece a criteri costruttivi d’avanguardia. Con una capienza massima di 10 persone a notte, l’edificio unisce l’intelaiatura metallica a un rivestimento in lamiera e legno.
Gli interni sono stati strutturati per massimizzare il comfort in quota, offrendo tavoli, panche, letti a mensola, una netta separazione tra zona giorno e zona notte e un piccolo angolo cottura con piastra a induzione. Il bivacco sarà inoltre autonomo dal punto di vista energetico grazie all’azione combinata di pannelli fotovoltaici e di un micro-dispositivo eolico che consentiranno l’illuminazione e la possibilità di utilizzo della piastra per cucinare. Il tutto ammirando da una vetrata panoramica il massiccio del Monte Rosa.