
La rinascita dei comuni montani non è una sfida che si vince con l’estetica, ma con la sostanza. Si può abbellire un borgo con fiori e ghirlande, con nuovo asfalto e pannelli fotovoltaici, ma senza servizi essenziali restare diventa difficile. È un concetto ormai cristallino sia per chi abita le terre alte e ne affronta quotidianamente le criticità — dalla carenza di infrastrutture alla copertura telefonica instabile, fino alle difficoltà della sanità di prossimità — sia per chi, sul piano politico, ha la responsabilità di allocare le risorse.
Per supportare quella che UNCEM, in occasione della pubblicazione del Rapporto Montagne Italia 2025, ha scelto di definire “stagione del risveglio” – un momento storico in cui, seppur in maniera asimmetrica e disomogenea, le Comunità territoriali italiane mostrano saldi migratori positivi – serve una montagna che possa essere un luogo in cui costruire famiglie e crescere i figli, senza l’obbligo di spostarsi in città per accedere ai servizi essenziali. Tra questi, quello dell’istruzione. La Regione Piemonte dimostra di aver recepito pienamente questa urgenza, proseguendo con decisione nell’investimento per il miglioramento della vita in quota, mettendo le scuole di montagna al centro della propria agenda.
Il nuovo bando: 340mila euro per le pluriclassi
L’intervento più recente della Regione Piemonte mira a risolvere una delle criticità più sentite dai piccoli plessi: la gestione delle pluriclassi. Per l’anno scolastico 2026/2027, sono stati stanziati 340.000 euro specificamente destinati alla riorganizzazione didattica nelle scuole primarie e secondarie di primo grado.
La misura permette di finanziare lo sdoppiamento parziale delle classi, coprendo i costi per personale aggiuntivo o per l’estensione dell’orario di servizio. L’obiettivo è duplice: rafforzare la presenza dei docenti e innalzare la qualità dell’offerta formativa. I dettagli tecnici prevedono contributi fino a un massimo di 5.000 euro per ogni intervento di razionalizzazione nelle scuole primarie e fino a 8.000 euro per progetto nelle scuole secondarie di primo grado.
Le domande devono essere presentate dalle Unioni Montane entro il 19 giugno 2026 tramite la piattaforma Findom, accessibile dal portale della Regione Piemonte (ServiziOnline – Bandi Piemonte – FINanziamenti DOMande). Ogni Unione Montana potrà presentare una domanda per ogni plesso scolastico per il quale si richieda il contributo, allegando il programma didattico firmato digitalmente dal Dirigente scolastico.
A queste risorse si aggiungerà presto un’ulteriore integrazione di circa 400.000 euro, destinata sia a potenziare il fondo per le pluriclassi sia a garantire il mantenimento del servizio scolastico nei territori più fragili e marginali.
“Alle richieste dei territori rispondiamo con atti concreti”, chiarisce con fermezza l’assessore regionale allo Sviluppo della Montagna Marco Gallo, evidenziando che la misura si colloca all’interno di una programmazione di ampio respiro strutturata su due direttrici principali: la gestione ottimale delle pluriclassi e la salvaguardia dei presìdi scolastici nelle aree montane più vulnerabili. L’obiettivo finale consiste nel garantire la continuità e la qualità dell’offerta formativa, fornendo supporto concreto alle famiglie e favorendo la coesione sociale delle comunità locali.
Una strategia integrata: le “Azioni per la Montagna”
L’impegno della Regione Piemonte per assicurare e migliorare il servizio scolastico in quota non è storia nuova. Questo percorso affonda le radici nel 1998, con l’istituzione del primo Osservatorio sulla condizione delle scuole di montagna, nato per monitorare le situazioni di sofferenza in collaborazione con le Comunità Montane e gli Istituti scolastici.
L’evoluzione della strategia ha visto tappe fondamentali: nel 2001 l’avvio della collaborazione con la Sovrintendenza Regionale per scongiurare la chiusura dei plessi più critici, seguita nel 2003 dalla firma del primo “Protocollo d’intesa” tra l’Assessorato alla Montagna e l’Ufficio Scolastico Regionale, uno strumento rinnovato periodicamente che ha permesso di far dialogare le competenze del mondo della scuola con quelle degli enti locali. Annualmente la Regione propone oggi bandi mirati che non sono semplici sussidi, ma investimenti strutturali. Investire nella scuola di montagna significa, in ultima analisi, investire sul futuro stesso del Piemonte.