
Nelle ultime settimane, tra i boschi del Trentino è emerso un protagonista insolito dei casi di cronaca in ambiente outdoor: il gallo cedrone. Nell’arco di pochi giorni si sono infatti registrati due inseguimenti ai danni di escursionisti e ciclisti, operati dal galliforme in una zona specifica della Val di Fassa, intorno al rifugio Gardeccia.
Il primo episodio risale allo scorso 18 aprile, quando un turista in discesa dal rifugio è stato inseguito e beccato ripetutamente, rendendo necessario l’intervento dei soccorsi. L’incontro più recente si è verificato nella medesima area: due ciclisti sono stati inseguiti dall’animale mentre percorrevano la strada forestale che dal rifugio riporta verso valle.
Un gallo cedrone nella stagione degli amori
L’episodio, filmato dai protagonisti e condiviso dal TGR Rai Trento, ha confermato la presenza di un esemplare particolarmente aggressivo e territoriale. Non è possibile confermare che si tratti del medesimo gallo, ma la presenza di esemplari di una specie protetta lungo un itinerario a non difficile percorrenza, ha portato il Sindaco di San Giovanni di Fassa (Sèn Jan) a disporre un’ordinanza che impone il divieto di transito su un tratto della strada forestale denominata “Col de la Frae”, sia ai pedoni che ai mezzi. L’obiettivo è duplice: tutelare la fauna, soprattutto in un periodo delicato come è la stagione degli amori, e prevenire simili incidenti.
Sebbene il gallo cedrone non sia una figura frequentemente riportata in episodi di cronaca in quota, la Val di Fassa non è nuova a incontri ravvicinati con questo splendido tetraonide, sebbene con sfumature diverse. Se gli incidenti recenti rimandano all’aspetto della territorialità dell’animale, nel 2024 fece scalpore il caso di un gallo cedrone “confidente”. In quell’occasione, l’animale non mostrava aggressività, ma una pericolosa familiarità con gli esseri umani, arrivando ad avvicinarsi eccessivamente agli sciatori. Per garantirne la sopravvivenza, il 7 febbraio 2024 il personale forestale procedette alla cattura e traslocazione dell’esemplare. Operazione monitorata mediante radiocollare VHF per verificare l’efficacia riabilitativa dell’intervento.
Il gallo cedrone: un gigante da proteggere
Il gallo cedrone (Tetrao urogallus) è il più grande galliforme delle Alpi ed è una specie rigorosamente protetta da normative europee e nazionali. Si caratterizza per un marcato dimorfismo sessuale: il maschio è imponente, può superare il metro di lunghezza e i 5 kg di peso ed ha un piumaggio scuro dai riflessi verdastri sul petto; la femmina è di dimensioni notevolmente più ridotte e presenta un piumaggio bruno-grigiastro con sfumature ramate sul petto.
Considerato un “relitto glaciale”, vive sull’arco alpino, mediamente tra i 1.100 e i 1.800 metri di quota. Tra aprile e maggio, durante la stagione degli amori, i maschi occupano le cosiddette “arene di canto” per attirare le femmine con spettacolari parate nuziali. In questa fase, l’animale diventa estremamente suscettibile: ogni presenza estranea viene percepita come una minaccia al proprio territorio, scatenando reazioni battagliere.
Nonostante il tenace aspetto belligerante dei maschi, la specie è in realtà fragile. Sulle Alpi si è registrato negli ultimi decenni un profondo declino, che ne ha già portato alla scomparsa nei settori occidentali. Ogni esemplare è dunque fondamentale per la sopravvivenza della popolazione. Le cause della sua regressione sono molteplici e spaziano dalla frammentazione e degradazione dell’habitat all’aumento del disturbo causato dall’uomo, generalmente non intenzionale e legato alle attività svolte in quota, come testimoniano le vicende in Val di Fassa. A ciò si aggiungono i cambiamenti climatici e casi sporadici di bracconaggio.
In caso di incontro è bene mantenere la calma e rispettare alcune semplici regole: non avvicinarsi e non tentare di interagire ed allontanarsi con passo calmo, evitando di correre (gesto che stimola l’istinto all’inseguimento). La Provincia Autonoma di Trento invita a segnalare comportamenti insoliti per consentire al Corpo Forestale o al Servizio Faunistico di valutare eventuali interventi.