
Sulle pendici settentrionali della Grigna Settentrionale, incastonato tra i larici, sorge il più antico dei rifugi delle Grigne: il Rifugio Monza-Bogani, per molti semplicemente la “Capanna Monza”. Un presidio in quota che vanta una storia ultrasecolare, iniziata nel lontano 1906. Dopo trent’anni di gestione a cura di Mariangela ed Enrico Benedetti, la struttura situata a 1.816 metri di quota nei pressi dell’Alpe di Moncodeno, nel comune di Esino Lario (LC), si prepara a una fase di transizione. Il CAI Monza, proprietario della struttura, è infatti alla ricerca di acquirenti per il rifugio.
Il Rifugio Monza Bogani, oltre un secolo di storia
La storia del Rifugio Monza Bogani affonda le radici in un’epoca pionieristica, quando nel 1905 i soci del CAI Monza decisero di erigere quello che sarebbe diventato il primo vero rifugio del gruppo delle Grigne. Inaugurato ufficialmente l’anno successivo, ha visto la sua storia segnata da momenti drammatici. Durante la Seconda Guerra Mondiale, l’edificio funse da vitale appoggio per le formazioni partigiane, una scelta coraggiosa che ne decretò la distruzione per mano nazi-fascista.
Ricostruito nel dopoguerra e recentemente ristrutturato, il rifugio si presenta oggi come una struttura efficiente e pronta all’uso. Dispone di 40 posti letto serviti da quattro servizi igienici interni e di un’area ristoro con bar e ristorante. L’autonomia energetica è garantita da un sistema che combina pannelli fotovoltaici e gruppo elettrogeno, mentre il riscaldamento è affidato a stufe e l’approvvigionamento idrico a una cisterna dedicata.
Tradizionalmente, il rifugio osserva un’apertura continuativa da giugno a settembre, garantendo la fruizione durante il resto dell’anno nei giorni festivi, compatibilmente con le condizioni meteo. Oltre a rappresentare un punto di arrivo e ristoro – con accessi escursionistici da Cainallo (Esino Lario), Prato S. Pietro (val Sassina), rifugio Riva (val Sassina) e Somana (Mandello) – il Bogani è un punto di partenza per incamminarsi verso i Bietti e Brioschi e la vetta del Grignone (2.410 m), nonché per esplorare la Ghiacciaia di Moncodeno, un gioiello naturale di origine carsica particolarmente apprezzato dagli speleologi, che incantò persino Leonardo da Vinci.
Il bando di vendita: modalità e scadenze
Il futuro del rifugio è ora legato a una procedura formale indetta dalla Sezione di Monza del Club Alpino Italiano, che ha pubblicato un bando per raccogliere le manifestazioni di interesse finalizzate all’acquisto della proprietà. La richiesta d’interesse punta a costituire un elenco di soggetti intenzionati a rilevare la struttura e la relativa area di pertinenza.
Gli interessati hanno tempo fino al 30 maggio 2026 per presentare la propria proposta, che dovrà essere trasmessa esclusivamente a mezzo posta elettronica certificata all’indirizzo monza@pec.cai.it. La documentazione necessaria, che comprende il modulo ufficiale di partecipazione e la documentazione d’accompagnamento richiesta, è disponibile per il download sul sito istituzionale caimonza.it.
Eventuali chiarimenti tecnici o logistici sulla struttura e sulla vendita dovranno essere indirizzati allo stesso contatto PEC.