
Una linea nuova, lunga 800 metri e articolata su 14 tiri, con difficoltà fino a R4, AI4+ e M7. L’itinerario si chiama Alla ricerca del Drago, ed è stato aperto lo scorso 27 aprile 2026 da François Cazzanelli, Étienne Janin e Stefano Stradelli sulla parete nord del Breithorn.
“L’idea è nata sul finale dell’inverno per ricominciare ad assaporare un po’ di avventura. Sicuramente la serata in cui sono stato ospite, pochi giorni prima di questa apertura, al Trento Film Festival, è stata molto illuminante” spiega Cazzanelli. “In quell’occasione si è parlato di ispirazione, di avventura, insomma di tante cose che mi hanno motivato ancora di più“. François fa riferimento alla serata del 25 aprile, quando è stato ospite dell’evento dedicato al volume edito da CAI Edizioni, “Le vie dei sogni”, dove alcuni talenti dell’alpinismo nostrano si sono confrontati sul palco.
La via
La linea non nasce però all’improvviso. “Avevo quest’idea già da tempo, l’avevo già individuata. Poi, la settimana scorsa, durante un allenamento, l’abbiamo rivista. Sapevamo che le condizioni erano buone e si poteva immaginare un tentativo”.
“Nella prima parte abbiamo salito una combinazione tra due vie”. Oltre però, “per tre quarti abbondanti dell’itinerario, la parete era vergine. Quando siamo usciti dal terreno conosciuto è iniziata l’avventura”.
Il risultato è una via continua, senza veri punti di tregua: “Non ha un tiro veramente estremo o difficile, ma sono tutti tiri impegnativi. Non c’è mai un tiro banale o scontato e l’ambiente è veramente severo”. Sul finale soprattutto, le difficoltà sembrano aumentare. “L’ultima parte è particolarmente dritta: dalla metà in poi la parete si impenna e diventa ancora più esigente“.
Il nome e l’ispirazione a Reinhold Messner
Il nome scelto richiama esplicitamente una visione dell’alpinismo: il “drago” citato da Reinhold Messner nel celebre testo L’assassinio dell’impossibile, simbolo di quell’idea di avventura autentica che ancora oggi spinge a cercare linee nuove. Una ricerca che, in questo caso, passa da una parete poco famosa e da un approccio dichiaratamente semplice e leale.
“È stata una giornata splendida, condivisa con due super compagni di cordata, mio cugino Stefano e Étienne, che era già venuto in spedizione con noi. Sono stati entrambi bravissimi. Che dire, un buon inizio di stagione primaverile ed estiva dopo la mia operazione al ginocchio, che mi ha tenuto per un po’ ai box. Questo è stato il primo banco di prova serio e sono molto contento e felice”. Una giornata piena, resa possibile anche dal lavoro dietro le quinte, che François non dimentica. “Ci tengo a ringraziare Damiano Levati per le foto, visto che si è passata una giornata sul ghiacciaio, La Sportiva che ci ha supportato e mio papà che è stato lì tutto il giorno con lui. Non è stato semplice, li volevamo ringraziare da parte di tutti e tre”.