Montagna.TV

Scoperta slackline su Rocca Pendice, zona di nidificazione del falco pellegrino

Individuata una fettuccia su Rocca Pendice, sperone roccioso interdetto all'arrampicata per il rischio crolli e la tutela del falco pellegrino.

Un nastro teso nel vuoto che sfida i regolamenti e minaccia il silenzio della cova del falco pellegrino. A Rocca Pendice, l’imponente sperone roccioso che domina il Comune di Teolo (PD), all’interno del Parco Regionale dei Colli Euganei, il delicato equilibrio tra sport estremi e conservazione della natura è tornato a spezzarsi, ancora una volta. Una slackline – la fettuccia sintetica tesa tra due punti, utilizzata dai funamboli per camminare in equilibrio ad alta quota – è stata individuata poco sotto le antiche rovine medievali del Castello di Speronella, in un punto particolarmente impervio del massiccio.

Rocca Pendice e il problema “slackline”

Non è la prima volta che Rocca Pendice subisce simili incursioni: l’ultimo episodio di slacklining illegale risale all’ottobre 2025. L’evento verificatosi nelle scorse settimane ha destato forte preoccupazione soprattutto per la tutela del falco pellegrino. Rocca Pendice rappresenta infatti uno dei siti di nidificazione più importanti dell’intera area protetta e il rapace si trova attualmente nel periodo più critico della stagione.

A dare l’allarme per la presenza di una fettuccia di circa 150 metri, posizionata con l’intento di rimanere seminascosta tra la vegetazione rupestre, sono stati alcuni residenti della zona e volontari impegnati nel monitoraggio dell’avifauna, che presidiano l’area per garantire che i nidi non vengano disturbati. Immediata è stata la segnalazione ai Carabinieri del nucleo Forestale per assicurarne la rimozione.

È bene ricordare che la pratica dello slacklining è vietata all’interno del Parco Regionale dei Colli Euganei. Un divieto che non nasce da un pregiudizio verso la disciplina sportiva, ma dalla necessità di tutelare un ecosistema fragile. Oltre al disturbo per i rapaci durante la cova, queste corde costituiscono un rischio invisibile per le operazioni di elisoccorso e per i voli del servizio antincendio boschivo, rappresentando un ostacolo insidioso per i piloti che devono operare a ridosso delle pareti.

Area blindata tra nidi da proteggere e rischio crolli

L’intera area di Rocca Pendice è attualmente soggetta a una doppia interdizione. Lo scorso 12 marzo, il Presidente del Parco ha emesso un decreto che prevede, fino al 15 giugno, il divieto assoluto di arrampicare e calarsi dall’alto nell’area della Parete Est-Pilastro Sud (escluse la via Lavagne Nere e i primi attacchi) per proteggere la fauna selvatica. Il mancato rispetto di tale divieto comporta l’applicazione di severe sanzioni penali.

In concomitanza con il caso della slackline, una seconda emergenza ha colpito lo sperone. In data 28 aprile 2026, l’Ente ha emanato un ulteriore decreto, a firma del Direttore, disponendo il divieto assoluto di arrampicata su tutte le pareti di Rocca Pendice, adottato d’urgenza per il possibile distacco di sassi e massi. L’area resterà dunque chiusa alle attività sportive su roccia fino al completamento delle operazioni di verifica ed eventuale disgaggio. Il rispetto del divieto sarà monitorato costantemente dal personale dell’Ente e dalle Guardie Ecologiche Volontarie.

Exit mobile version