Himalaya, prime vette sugli Ottomila: Babanov in cima all’Annapurna a 62 anni
Finestra meteo favorevole e lavoro degli sherpa aprono la stagione 2026: vette su Annapurna, Dhaulagiri e Makalu. Sull'Annapurna Babanov in vetta, Stefi Troguet si ferma a 7500 metri.
La stagione himalayana 2026 è entrata nel vivo con i primi risultati su tre Ottomila: nella giornata del 18 aprile sono arrivate le prime vette su Annapurna, Dhaulagiri e Makalu, grazie a una breve finestra di bel tempo e al lavoro delle squadre sherpa che si sono occupata dell’attrezzamento delle vie di salita.
Annapurna: Babanov in vetta
Sull’Annapurna le prime salite stagionali sono state confermate da diversi operatori nepalesi. In vetta un gruppo di cinque alpinisti affiancati da altrettante guide e portatori nepalesi, dopo un’ascensione resa complessa dalla neve fresca e da condizioni impegnative lungo la via.
Tra i protagonisti spicca Valery Babanov, che ha raggiunto la cima alle 6.25 del mattino insieme a Dawa Nurbu Sherpa. Due volte Piolet d’Or, 62 anni, Babanov conferma ancora una volta il proprio livello su una delle montagne più pericolose dell’Himalaya.
Con lui in vetta anche Charles Page, Israfil Ashurli, Vladimir Afanasyev e Yuri Kruglov, supportati da una squadra di sherpa guidata da Lakpa Sherpa.
Tra i tentativi più attesi senza ossigeno si è fermata invece Stefi Troguet, che aveva raccontato a Montagna.tv il senso della sua spedizione. Arrivata a circa 7500 metri, ha deciso di rinunciare: “Faceva un freddo incredibile. Il wind chill era di -40°C. Mi muovevo molto lentamente e questo mi stava prosciugando le energie. Ho passato otto ore nella notte a tremare”. Da qui una scelta consapevole. “La vetta è l’obiettivo, ma tornare è parte del gioco. Ci riproverò”.
Dhaulagiri: valanga su campo 2
Sul Dhaulagiri la situazione si è rivelata ancora più complessa. Una valanga ha colpito il campo 2 poco prima del tentativo di vetta, costringendo le squadre a riattrezzare parte della via. Nonostante questo, diversi alpinisti hanno raggiunto la cima, tra cui l’ucraino Valentyn Sypavin e Iryna Galay, insieme a una cordata internazionale con presenze da Giappone, Corea, Romania e India.
Significativo il racconto dello stesso Sypavin: le corde fisse sono terminate a circa 200 metri dalla vetta, segno delle difficoltà incontrate durante l’apertura della via. In testa alla spedizione anche diversi sherpa di alto livello, tra cui Sanu Sherpa, impegnato nel progetto di completare per la terza volta i 14 Ottomila.
Makalu: aperta la via
Sul Makalu la prima vetta della stagione è stata firmata dalla squadra di fissaggio corde, che ha raggiunto la cima alle 17:40 del 18 aprile, aprendo ufficialmente la via per le spedizioni commerciali.
Il team – composto da Dawa Sherpa, Pasang Nurbu Sherpa, Pema Chhumbi Sherpa, Mohan Singh Tamang, Phurbu Kusang Sherpa e Phudorchi Sherpa – ha lavorato in autonomia con l’obiettivo di rendere percorribile la montagna per le prossime settimane. Nei prossimi giorni sono attesi i primi tentativi dei clienti, mentre le squadre di sherpa potranno supportare le rotazioni o spostarsi su altri obiettivi.





