No overtourism: Il Giappone cancella il festival dei ciliegi ai piedi del Fuji
Troppi turisti, troppa maleducazione: la scelta drastica di Fujiyoshida per proteggere i residenti e la dignità dei luoghi.
Nel mese di aprile l’arcipelago giapponese si tinge di sfumature rosa regalate dalla fioritura dei ciliegi. Un evento naturale che, complice l’effetto di amplificazione mediato dai social, richiama negli ultimi anni un numero crescente di turisti, con il desiderio di osservare e immortalare l’effimero spettacolo. Tra i numerosi festival, promossi in occasione del picco della fioritura primaverile, ve ne è in particolare uno che ha subito maggiormente l’effetto di un’onda anomala di turismo. Si tratta del festival dei sakura di Fujiyoshida, la cittadina che offre la vista da cartolina sulla Pagoda Chureito con il Monte Fuji sullo sfondo.
Le autorità locali hanno preso una decisione drastica e senza precedenti: annullare ufficialmente l’evento per il 2026 allo scopo di proteggere la comunità locale dagli effetti molesti dell’overtourism.
Hanami, un rito millenario travolto dai social
I ciliegi in fiore rappresentano una manifestazione della natura iconica del Giappone. Dalla fine di marzo a maggio, il fronte della fioritura risale l’arcipelago da sud a nord, coinvolgendo cittadini e visitatori nell’antico rito dell’Hanami: il riunirsi all’ombra dei ciliegi e osservarne le chiome fiorite. Un momento di gioia e riflessione sulla natura effimera della bellezza, che oggi attira milioni di turisti internazionali.
Tuttavia, proprio come sta accadendo in molteplici località italiane di particolare pregio naturalistico, questo patrimonio culturale è diventato vittima della sua stessa bellezza. La tradizione è stata investita da una popolarità crescente, alimentata dai social media. La ricerca dello scatto perfetto ed efficacemente “instagrammabile” ha trasformato la contemplazione dei ciliegi in una frenesia collettiva, che spesso ignora il rispetto per i luoghi e per chi li abita.
La fioritura si è trasformata da rito silenzioso in caotico fenomeno turistico, con afflusso concentrato in una manciata di settimane e affollamento in punti panoramici specifici.
Ciliegi e Fuji: la combinazione nefasta del turismo di Fujiyoshida
Il caso di Fujiyoshida è emblematico di questa deriva. A partire dal 2016, le autorità hanno promosso l’organizzazione del festival dei ciliegi nel parco Arakurayama Sengen, con l’intento di valorizzare l’area. Ma il successo è sfuggito di mano.
Nei mesi scorsi, il sindaco della città, Shigeru Horiuchi, ha descritto una situazione ormai fuori controllo, una minaccia per la “vita tranquilla dei cittadini”. A febbraio 2026 è stata pertanto presa l’amara decisione di cancellare l’appuntamento annuale.
Le ragioni di tale scelta vanno oltre il semplice affollamento. Secondo quanto riportato dalla BBC, non si tratterebbe solo di congestione cronica del traffico o di accumulo di rifiuti. I residenti hanno segnalato comportamenti inaccettabili: turisti che entravano abusivamente nelle abitazioni private per usare i servizi igienici o che arrivavano a defecare nei giardini dei cittadini, alzando i toni quando venivano richiamati.
“Per proteggere la dignità e l’ambiente in cui vivono i nostri cittadini, abbiamo deciso di chiudere il festival”, ha dichiarato il sindaco, ponendo fine a una kermesse durata dieci anni. Fino allo scorso anno, il parco arrivava a ospitare oltre 10.000 persone al giorno. Numeri che hanno superato la capacità di accoglienza della città, impattando gravemente sulla quotidianità dei residenti.
La regione del monte Fuji non è nuova a esplosioni di popolarità localizzata. Nel 2024 la vicina Fujikawaguchiko ha visto l’installazione di una grande rete nera per oscurare la vista del vulcano davanti a un popolare minimarket, divenuto meta di assembramenti pericolosi e molesti. Lo stop al festival è da intepretare come un messaggio che il Giappone intende lanciare al mondo: la bellezza dei sakura appartiene alla storia del Paese e ai cittadini, e non può essere sacrificata sull’altare dei like.






