Chamonix-Zermatt, nuovo record femminile: Pollet-Villard e Renoton volano in 20h34
A soli tre giorni dal primato di Gerardi e Fabre, arriva un nuovo tempo di riferimento femminile sulla Haute Route. Una progressione che racconta la crescita, tecnica e culturale, dello sci-alpinismo femminile.
Non è durato nemmeno tre giorni (e non c’è stato nemmeno il tempo di comunicarlo) il record femminile sulla Haute Route Chamonix–Zermatt. Sabato 11 aprile Marie Pollet-Villard e Laurie Renoton hanno fermato il cronometro a 20 ore e 34 minuti, migliorando di oltre due ore il tempo stabilito appena il 8 aprile da Hillary Gerardi e Valentine Fabre (22h36). Un risultato di assoluto valore che arriva a poco più di una settimana dal risultato siglato da William Boffelli e Mathéo Jacquemoud sullo stesso itinerario: 13 ore e 27 minuti.
Una staffetta a distanza, nel cuore di uno degli itinerari più iconici dello sci alpinismo: circa 105 chilometri e 8000 metri di dislivello positivo, tra Francia e Svizzera, lungo quella che è conosciuta come la Haute Route. Pollet-Villard e Renoton sono partite da Chamonix venerdì 10 aprile alle 14:27, raggiungendo Zermatt il giorno successivo. Un tentativo preparato solo in parte, le due infatti conoscevano metà del tracciato, ma favorito da condizioni ritenute ideali. “L’idea è nata nel 2025, ispirate dalla traversata di Valentine e Hillary, pioniere che hanno aperto la strada a una traversata femminile“. Le due fanno riferimento proprio a Hillary Gerardi e Valentine Fabre che nel 2021 sono state le prime donne le prime donne a completare la Chamonix-Zermatt senza soluzione di continuità, in 26h21. Da lì, una progressione continua. Nel 2025 il record scende a 23h36 con Gaëlle Perrier e Clara Masserey. Poi, pochi giorni fa, ancora Fabre e Gerardi tornano sulla Haute Route e abbassano ulteriormente il tempo. Infine, il nuovo scatto in avanti firmato da Pollet-Villard e Renoton.
“Prima di tutto era un’avventura personale, da vivere insieme – hanno spiegato Pollet-Villard e Renoton –. I numeri facevano già girare la testa, senza pensare a un record”. Eppure, il record è arrivato. E con un margine netto.
Record, in sequenza ravvicinata
“I record, per definizione, sono fatti per essere superati” ha scritto Gerardi dopo aver letto del superamento del loro ultimo primato. “Se il tuo unico obiettivo è il prestigio del record, è una strada che porta alla delusione. Io cerco altro: una relazione con i luoghi, una sfida fisica, un’esperienza umana condivisa. E anche aprire la porta perché altre donne osino provarci“. Parole che trovano conferma proprio in quanto accaduto. “Perdere un record punge un po’, ma è anche il segno di un risultato più grande: aver contribuito a ispirare altre donne forti” ha aggiunto.
Dello stesso tono anche Fabre, che ha sottolineato il valore collettivo di questa progressione: un percorso in cui “le une si ispirano alle altre”, spingendo sempre più in alto il livello.











