Cronaca

Valle Gesso, falco pellegrino nidifica in falesia: stop temporaneo all’arrampicata

Chiusura temporanea nel settore centrale della falesia di Andonno per la nidificazione del falco pellegrino. Stop all’arrampicata fino all’involo dei piccoli, previsto entro fine giugno.

Una chiusura temporanea per lasciare spazio alla natura. Succede ad Andonno, in Valle Gesso, dove è stata disposta la limitazione dell’arrampicata nel settore centrale della falesia del Monte Cros a seguito della presenza accertata di un nido di falco pellegrino (Falco peregrinus).

Il provvedimento riguarda uno dei siti più frequentati della zona, inserito nella Rete Natura 2000 (ZSC e ZPS IT1160056 “Alpi Marittime”), e punta a garantire le condizioni di tranquillità necessarie durante il periodo più delicato per la specie: dalla nidificazione alla cova fino all’involo dei giovani, generalmente tra febbraio e fine giugno.

La disposizione

Nel dettaglio, è vietato arrampicare e svolgere qualsiasi attività potenzialmente disturbante – incluse osservazioni ravvicinate, fotografia o riprese – esclusivamente nel settore centrale della falesia, nel tratto compreso tra le vie “Ciucco di mosto” e “La Rampogna”, inclusa la G.T.A. (Grande Traversata di Andonno). Per i trasgressori sono previste sanzioni secondo quanto stabilito dalla Legge Regionale 19/2009.

La misura resterà in vigore indicativamente fino a giugno, o comunque fino al completamento della fase di involo dei piccoli, che sarà verificata attraverso il monitoraggio del nido.

Si tratta di un intervento in linea con le misure di conservazione previste dalla normativa regionale (D.G.R. n. 21-4635/2017, aggiornata con D.G.R. n. 10-398/2024), che tutelano le specie di interesse comunitario e i loro siti di riproduzione. La protezione dei rapaci rupicoli, infatti, è considerata fondamentale per la conservazione a lungo termine della biodiversità alpina.

La chiusura è stata inoltre condivisa con la comunità locale degli arrampicatori, proseguendo il percorso di dialogo avviato nel 2024 nell’ambito del progetto transfrontaliero Interreg ALCOTRA “BiodivTourAlps”, che punta a ridurre l’impatto delle attività outdoor sugli ecosistemi montani. Un segnale che va nella direzione di una convivenza possibile tra sport e natura. Anche perché, come ricordano gli enti gestori, la pressione crescente sulle falesie – con più frequentazione e stagioni di utilizzo sempre più lunghe – rende indispensabile una maggiore responsabilità da parte dei climber.

Nel frattempo, gli appassionati possono continuare a scalare negli altri settori della falesia, adottando comportamenti rispettosi: verificare sempre eventuali divieti, evitare di disturbare la fauna, limitare l’impatto su vegetazione e ambiente.

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