Film

“The Dark Wizard”, una docuserie sull’icona ribelle Dean Potter

Niente bacchetta magica. Il “mago oscuro” protagonista di una nuova serie HBO è una delle leggende dell’arrampicata a Yosemite: Dean Potter.

“The Dark Wizard” è un titolo che può facilmente portare la mente degli appassionati di serie TV a pensare a un nuovo spin-off della saga di Harry Potter o a una nuova epopea fantasy. Non è così. Il “mago oscuro” di cui parla la nuova e attesa docuserie firmata HBO, in uscita negli Stati Uniti il 14 aprile, è un Potter che non brandisce una bacchetta, ma tra le mani ha la magnesite. E non vola su una scopa ma si lancia con una tuta alare dalle pareti più iconiche del pianeta. Il protagonista è Dean Potter, una leggenda dell’arrampicata, scomparso tragicamente nel 2015 a 43 anni. Una figura il cui nome rimane virtualmente e indelebilmente inciso sulla roccia di Yosemite.

“The Dark Wizard”, 4 episodi per riscoprire una leggenda

La serie, divisa in quattro episodi, porta la firma prestigiosa di Peter Mortimer e Nick Rosen (Sender Films), già registi di capolavori del genere come “The Alpinist”, dedicato a Marc-André Leclerc, e The Dawn Wall”, racconto della leggendaria ascesa di Tommy Caldwell e Kevin Jorgeson su El Capitan. Una garanzia di qualità tecnica e profondità narrativa.

Attraverso immagini d’archivio inedite, i diari personali di Potter e interviste esclusive a familiari, amici e colleghi (tra cui spicca il nome di Alex Honnold, suo storico “rivale”), “The Dark Wizard” promette di restituire al pubblico un ritratto intimo e senza filtri. La serie esplora l’ascesa di Dean Potter nella Yosemite Valley degli anni Novanta, le sue imprese leggendarie e il tormento interiore che ha segnato la sua esistenza, sospesa tra il desiderio di superare i limiti umani e una fragilità profonda.

Che Dean Potter fosse un personaggio fuori dal comune lo confermano le reazioni, spesso contrastanti, che la sua figura suscita ancora oggi. Nel trailer, il climber Cedar Wright lo definisce senza mezzi termini: “He was the most badass motherfucker in the Valley” (Era il più gran pezzo da 90 della Valle).

Di avviso opposto, e decisamente più critico, è il commento dell’alpinista e scrittore Andrew Kirkpatrick, diffuso sui social a seguito della notizia dell’uscita della serie, che riflette sulla complessità dell’uomo dietro il mito: Ho sempre pensato che se qualcuno avesse mai fatto un film su Dean Potter, per rendergli giustizia, avrebbe dovuto essere fatto da qualcuno che lo odiava davvero. Sospetto che molte di quelle persone appariranno nel nuovo documentario […] ma faranno quello che fa la maggior parte delle persone quando la telecamera è accesa: dire le bugie che la gente vuole sentire, non la verità che dovrebbe. […] Ho sempre pensato che fosse un uomo davvero a pezzi e infelice, per nulla Zen, ma bloccato a recitare una parte che non era affatto lui, una parte da cui non poteva più uscire”.

Dean Potter: una vita oltre il limite

Nato nel 1972, figlio di un ufficiale dell’esercito e di un’insegnante di yoga, Dean Spaulding Potter iniziò a scalare a 13 anni, mostrando fin da subito il suo atteggiamento impavido, scegliendo di affrontare la sua prima parete di roccia slegato e indossando un paio di Converse. Nel 1992 lasciò il college per fare di Yosemite la sua casa.

Lì divenne celebre per le sue solitarie audaci, su vie come Astroman, Heaven e Separate Reality, spesso accompagnato solo dalla musica e dalla cagnolina Whisper, fedele compagna abituata a scalare insieme al suo padrone, nello zaino. A Yosemite stabilì record di velocità eccezionali, come quello di The Nose su El Capitan (2:36:45 nel 2010 con Sean Leary) o il concatenamento in free solo in giornata della Northwest Face sull’Half Dome e di The Nose sul El Capitan. A Yosemite si appassionò anche alla slackline, passione che lo portò a danzare leggero sulla fune tra le guglie di roccia.

La sua fame di avventura lo portò anche oltre il Nord America. Raggiunse più volte la Patagonia, dove realizzò la prima solitaria della Supercanaleta al Fitz Roy e una salita in sole 11 ore della Via del Compressore al Cerro Torre. E arrivò anche alla celebre e temuta Nord dell’Eiger, in Svizzera, dove realizzò una salita della via Deep Blue Sea in FREEbase, ovvero in free solo seguito da lancio con tuta alare.

Il sogno di volare

“Quando ero un ragazzino, il mio primo ricordo era questo sogno di cadere”, racconta Potter nel trailer. “Per tutta la vita sono stato ossessionato da quel sogno. Ma forse non ero io che cadevo verso la morte; forse ero io che volavo.

Il volo per Dean divenne un’attività irrinunciabile, al punto da praticarlo anche laddove fosse proibito, sfidando apertamente le autorità. Il 16 maggio 2015, il suo sogno di leggerezza e libertà si interruppe drammaticamente. Durante un lancio con la tuta alare da Taft Point a Yosemite, insieme a Graham Hunt, un cambio di vento improvviso pose fine alla vita di entrambi.

“The Dark Wizard” promette di restituire la complessità di un sognatore senza limiti, esploratore dell’aria e della roccia, la cui eredità continua a far discutere e sognare.

Senza svelare troppo, il primo episodio, intitolato “The Death Consequence” (Le conseguenze della morte), in onda negli USA il 14 aprile – giorno in cui Dean avrebbe compiuto 54 anni –  si concentra sui primi successi sulla roccia di Yosemite e sulla sua affermazione come presenza anticonvenzionale nel mondo dell’arrampicata, parallelamente alle prime tensioni nella sua vita personale.

In Italia, al momento, non ci sono notizie ufficiali sulla distribuzione e la messa in onda della serie. Vi terremo aggiornati.

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