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The Headless Horseman: lo straordinario film di Dubouloz e Welfringer sullo Hungchhi

Appena pubblicato in versione integrale (40 minuti) su YouTube, il film racconta le spedizioni himalayane dei due alpinisti del Team Millet: dalla delusione del Manaslu fino alla vetta dello Hungchhi. Guardalo adesso

“Senza testa, proprio come noi due”. Così Charles Dubouloz e Symon Welfringer rispondevano a chi domandava l’origine del nome dato alla via appena aperta sull’Hungchhi vetta di 7029 metri  che si trova nella regione del Khumbu, nei pressi del confine tra Nepal e Tibet.

Era il maggio 2024 e i due alpinisti francesi del Team Millet, pur consapevoli dell’importanza della salita, non aveva alcuna intenzione di rinunciare all’ironia. Da qui il nome che rievoca quel “Cavaliere senza testa”, una figura misteriosa e inquietante presente in diverse mitologie e leggende, da quella irlandese a quella texana, e alla quale è stata dedicata dal cantautore Damienz Saez molto amata dai due.

Da quell’impresa nasce il film The Headless Horseman (o  Le Cavalier sans Tête, in francese) appena rilasciato su Youtube. Quaranta minuti emozionanti ma anche ricchi di umanità e spunti di riflessione. Dubouloz e Welfringer, infatti, iniziano il racconto mostrando le immagini di una loro precedente spedizione  sul Manaslu, durante la quale avevano toccato con mano gli indesiderati effetti del cosiddetto “turismo d’alta quota”. Mai più una situazione del genere lontana anni luce dal loro modo di intendere e di vivere la montagna.

Così anni dopo si ritrovano ai piedi dello Gyachung Kang (7593 m), una montagna tanto terribile quanto magnifica. Nonostante sia quarantotto metri più bassa dei più famosi giganti, rimane pressoché ignorata. È qui che l’arte e l’audacia dei nuovi pionieri dell’alpinismo possono esprimersi pienamente. Symon però si ammala e i due sono costretti a rinunciare.  Gli antibiotici  però fanno subito effetto e c’è ancora qualche giorno a disposizione. Lo Hungchhi è poco distante, perché non provarci? Nonostante la quota di molto inferiore a quella dell’obiettivo iniziale della spedizione, la parete Ovest con 1700 metri di dislivello, verticale e assai articolata, rappresenta una sfida durissima anche per due assi come loro. Eppure ci provano e al termine di un’ascensione che li mette a dura prova eccoli in vetta. Perché “il cavaliere senza testa siamo noi: due esseri testardi, felici e affermati”.

Il film

 

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