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Valsavarenche: la scelta vincente di rinunciare agli impianti di risalita

Quattro anni fa fu dismessa la seggiovia a servizio degli sciatori. Ma tra cascate di ghiaccio, sci di fondo, skialp e itinerari con le ciaspole nel Parco Nazionale Gran Paradiso le occasioni di divertimento non mancano. E attraggono tanti amanti della montagna silenziosa

Quattro anni fa ha venduto la seggiovia a un’altra località della Valle d’Aosta. Per il comune Valsavarenche è stata una scelta meditata, probabilmente spinta anche dai costi di gestione troppo elevati in relazione agli introiti degli skipass. Meglio allora imboccare senza distrazioni di sorta la pista della “neve dolce” e spingere l’acceleratore su tutte le discipline invernali sostenibili. Una scelta, in fondo, naturale visto che la vallata si trova al centro del Parco Nazionale Gran Paradiso.

“Tutto quello che ti aspetti da una località di montagna senza impianti di risalita, qui c’è”, esordisce Roger Georgy, il sindaco del comune di Valsavarenche che si estende per tutta la vallata che porta lo stesso nome. La scelta funziona. I turisti, seppur orfani della seggiovia, non sono diminuiti. Anzi. “Nei fine settimana di bel tempo ci stupiamo nel vedere passare tante auto dirette verso l’alta valle”, continua Georgy.

Il motivo di tanto movimento è presto detto. Qui c’è tanto da fare e quello che non offre direttamente la natura è creato e ben gestito dai valligiani. Succede, per esempio al nuovo Ice Park, allestito poco a monte della frazione di Eaux Rousses semplicemente inondando d’acqua una parete, quindi senza opere impattanti. In un inverno come questo, che si è rivelato particolarmente amico dei ghiaccisti, l’Ice Park è diventato un punto di riferimento importante anche per coloro che ancora non sono in grado di affrontare le più note e impegnative cascate della valle anche grazie all’opera dei professionisti della Società delle Guide Alpine del Gran Paradiso. Sono due, invece le piste per lo sci nordico, in località Degioz (7 km) e a Pont (5,5 km), località ben nota agli escursionisti che d’estate lasciano qui le auto per poi raggiungere il Rifugio Vittorio Emanuele e la vetta del Gran Paradiso.
Comode passeggiate di fondovalle portano alla scoperta delle frazioni gioiello di Nex e Tignet, ma chi cerca giornate più impegnative ha una vasta scelta di itinerari da percorrere con le ciaspole o con gli sci. Occorre un paio d’ore, per esempio, per raggiungere l’alpeggio di Orvieille dove si trova anche un’antica casa di caccia reale voluta dai Savoia. L’itinerario ricalca il tracciato dell’Alta Via n.2 della Valle d’Aosta e prevede circa 500 metri dislivello positivo. Sul versante opposto della vallata la meta più gettonata è il Rifugio Chabod. La struttura sarà aperta per skialper e ciaspolatori dal 10 marzo, ma raggiungere la conca a 2710 metri di quota ai piedi della parete nord del Gran Paradiso è di grande soddisfazione in ogni giornata di bel tempo dell’inverno.  Si parte da Pravieux e si affronta un dislivello di 990 metri in gran parte seguendo l’antica mulattiera reale.

In una vallata conosciuta anche per il gran numero di stambecchi che dalla primavera inoltrata scendono fino alla strada per la gioia di fotografi e instragramer (in questa stagione, però, gli animali stazionano più in alto, in luoghi di difficile accesso), un posto di riguardo spetta invece alla lontra, ospite d’onore del Centro Acqua e Biodiversità situato nella frazione di Rovenaud dove è anche possibile ammirare questi animali particolarmente elusivi che qui sono al centro di un importante progetto di recupero.

Tutto questo basta a sostenere l’economia locale anche d’inverno? “Certo, siamo lontani dai numeri estivi”, dice ancora il sindaco. “In ogni caso sono aperti due hotel e ci si può rivolgere ai numerosi b&b”. Il lavoro non manca, dunque. E la Valsavarenche può vivere – non semplicemente sopravvivere – anche in questa stagione.

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