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Alpinismo: Lafaille sfida i venti del Makalu

9 gennaio 2006 – Una piccola impresa l’ha già compiuta. Salendo fino a quota 6900 per portare cibo e attrezzature al campo avanzato, mentre i venti soffiavano a circa 120 chilometri l’ora. La solitaria in condizioni invernali di Jean-Cristophe Lafaille sul Makalu, vetta himalayana di 8481 metri, è – e sarà – tutta un’avventura. 

 

Le previsioni del tempo per i prossimi giorni indicano ancora vento. Anche se, a breve, è prevista una pausa che permetterebbe a Lafaille di salire di quota per completare la fase finale dell’acclimatamento.

 

L’8 gennaio Lafaille ha lasciato il campo base a quota 5300 metri per passare la notte a 6000. Mentre nei prossimi giorni farà del suo meglio per raggiungere quota 7400. L’obiettivo è passare almeno una notte a quell’altitudine.  E dare un’occhiata alla parte finale della via che porta alla vetta del Makalu (nella foto).

 

L’incognita in questo momento è il vento. Che a 7000 metri sta soffiando a 80-100 chilometri l’ora. Tuttavia le condizioni sono migliori rispetto a dicembre. Il giorno è leggeremente più lungo e le temperature leggermente più "calde". La conferma arriva dalla mappe del tempo. Anche se le previsioni sono comunque molto difficili.  In primo luogo perchè i cambiamenti meteorologici sono molto frequenti. Il tempo è molto instabile. E impedisce la stesura di una precisa strategia di scalata.

 

Secondo il programma, Lafaille farà ritorno al campo base per il 12 gennaio. Dopodichè, stando a quanto riferiscono i suoi collaboratori, se tutto filerà per il verso giusto, pochi giorni di acclimatamento basteranno per lanciare l’attacco alla vetta. 
 

 

 

 

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