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Attentato kamikaze sulle montagne afghane: tre italiani feriti

20 dicembre 2005 – Tre militari dell’Esercito italiano sono rimasti feriti lievemente da un attentato kamikaze questa mattina sulle montagne dell’Afghanistan. Lo ha reso noto in un comunicato il comando dell’operazione "Praesidium" (questo il nome della missione italiana ad Herat). L’attentato è stato rivendicato dai talebani.

 

"Un convoglio militare composto da tre veicoli del contingente italiano in movimento dall’aeroporto di Herat (sede della Forward Support Base – FSB) verso il centro della città – si legge nella nota – è stato coinvolto in un’esplosione che ha causato il leggero ferimento di tre militari che viaggiavano a bordo di uno dei mezzi. I militari sono stati subito ricoverati presso l’Ospedale Militare spagnolo-bulgaro (ROLE 2) dislocato all’interno della base. I sanitari hanno confermato che le condizioni dei tre militari sono buone e non destano preoccupazione".

 

Ecco la ricostruzione dell’accaduto: "Il convoglio – composto da un fuoristrada Defender, un autocarro APS portacontainer, ed un Toyota Prado in organico al Comando del Provincial Reconstruction Team dislocato nella città di Herat – stava rientrando in sede dopo aver effettuato un servizio esterno", dice il comunicato.

 

"Lungo l’itinerario, a circa un chilometro dalla base, i veicoli sono stati avvicinati da una vettura civile che in prossimità di uno di essi è esplosa. Sul posto è intervenuta la Quick Reaction Force (unità di pronto impiego) della FSB che, assieme alla polizia locale, ha messo in sicurezza l’area coinvolta nell’esplosione".

 

I militari stanno compiendo tutti gli accertamenti del caso. Secondo gli esperti la tecnica dell’attentato suicida è stata introdotta in Afghanistan solo negli ultimi mesi.  Il che lascerebbe pensare che gli attentatori sono venuti da fuori.

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