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Cina, esplosione in miniera: sale a 134 il numero dei morti

28 novembre 2005 – Con il passare delle ore cresce il numero delle vittime dell’ennesima, drammatica esplosione avvunta ieri sera in una miniera di carbone della Cina. Il bilancio è pesantissimo. L’ultimo bollettino delle autorità di Pechino parla di 134 morti e numerosi dispersi. Lo hanno riferito le televisioni nazionali.

 

minieraLa deflagrazione è avvenuta in una miniera di Dongfeng, nella provincia dello Heilongjiang, nella parte nordorientale del Paese, non lontano dal confine con la Russia.

 

Erano le 21 e 40 ora locale (le 14.40 in Italia) quando per un guasto al sistema di ventilazione il grisù della miniera ha provocato una terribile detonazione. Nell’impianto sotterraneo c’erano almeno 220 minatori. Una cinquantina sono già stati tratti in salvo. Altri 15 sarebbero ancora intrappolati nei cunicoli.

 

La struttura mineraria appartiene al gruppo Lomgmei, azienda pubblica che comprende le quattro maggiori miniere statali ed ha un capitale societario di 1,6 miliardi di dollari.

 

Il disastro cade a soli tre giorni da un altro incidente analogo, nella provincia di Hebei, che ha provocato la morte di 17 minatori, i cui corpi sono ancora intrappolati nella miniera allagata.

 

La Cina primeggia per incidenti nella miniere. Le strutture sono un colabrodo. La più grave disgrazia di cui si è avuto notizia risale al febbraio scorso. In una miniera della provincia di Liaoming , nel nordest del Paese morirono oltre 200 persone. Ma lo stillicidio di tragedie non si è fermato. Nell’agosto scorso 123 operai hanno perso la vita in una miniera del Guangdong.

 

Stando alle statistiche ufficiali, sarebbero almeno 6000 ogni anno i morti di questo tipo in Cina. Fonti indipendenti dicono invece che il computo delle vittime sarebbe almeno tre volte più alto: 20mila morti.

 

Il carbone è la fonte d’energia primaria in Cina. L’approvvigionamento energetico del Paese asiatico dipende dal carbone per almeno il 70 per cento. Nonostante tutto, gli investimenti in sicurezza sono scarsi, Anche se il Governo sta tentando di imporre nuove regole.

 

Intanto, sempre in Cina, prosegue la catastrofe ecologica lungo il fiume Songhua, provocata dal riversamento di benzene fuoriuscito da una raffineria circa due settimane fa. Le autorità di Pechino hanno interrotto la fornitura di acqua corrente a diversi villaggi lungo il fiume. Per cinque giorni l’acqua era stata tagliata e poi ripristinata anche a Harbin, la principale città della zona contaminata.

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