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Alla ricerca del laghi perduti

2 ottobre 2005 – Eravamo abitutati a sentire di sparizioni di denari, macchine, donne e persino assassini, massacratori, furfanti o presunti tali. Ma che sparissero anche i laghi francamente ci mancava. Eppure è accaduto anche questo in Africa. Dove i cambiamenti climatici, l’inquinamento, la pesca intensiva e sopratutto le dighe hanno fatto quasi scomparire il Lago Ciad.

 

lagociadIn meno di trent’anni l’enorme bacino fra Nigeria, Camerun, Niger e Ciad (nella foto) è stato quasi cancellato dalla cartina. Le foto satellitari scattate fra il 1972 e il 2001 mostrano una diminuzione impressionante dello specchio d’acqua.

 

Le immagini mostrate dall’Unep, l’Agenzia ambientale delle Nazioni Unite, in questi giorni a Nairobi durante l’undicesima Conferenza mondiale sui laghi ha lasciato la platea senza fiato. Le lagune sono state sopraffatte dal deserto. I bacini d’acqua e le foreste arretrano in maniera spaventosa. Centinaia di laghi tinteggiavano le mappe di turchese sono al lumicino.

 

"Dobbiamo fare qualcosa e alla svelta – ha detto senza mezzi termini il direttore dell’ente, Klaus Toepfer – per riportare acqua dolce nei laghi dell’Africa".

 

Di certo gli 8 obiettivi del Millennio sono lontani più che mai. Il patto globale fra Paesi ricchi e Paesi poveri sottoscritto nel 2000 da 189 capi di Stato e di governo in un vertice alle Nazioni Unite rischia di essere l’ennesimo flop. Gli otto punti che dovevano portare a un "mondo più giusto, più sicuro e più sostenibile entro il 2015" paiono allontanarsi, inesorabilmente.

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