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Cogne non si ferma. Ma dice no alle “ali” offerte dalla Ministra

Isolata a causa della recente alluvione, la località ai margini del Parco Nazionale Gran Paradiso ha respinto l’offerta di organizzare transfert gratuiti in elicottero. “Meglio aspettare, rinunciare a qualche incasso ma rispettare l’ambiente”

Seppur scritto nel  più classico politichese, ricorrendo a tutta la diplomazia possibile, il senso del comunicato diffuso ieri dalla Regione Valle d’Aosta è chiarissimo: “Grazie per l’offerta degli elicotteri per portare a Cogne i turisti, ma preferiamo farne a meno”!

Appena il giorno prima la Ministra per il Turismo Daniela Santanché aveva annunciato anche via tv l’iniziativa “Cogne mette le ali”, grazie alla quale gli appassionati di montagna avrebbero potuto raggiungere la località tagliata fuori dal mondo dall’alluvione di sabato notte, in elicottero. Gratis, con l’unica condizione di prenotare un soggiorno in loco di almeno quattro notti.
Un annuncio accolto fin da subito in modo tiepido dai politici valdostani, che avevano appena incassato dal Governo 10 milioni di euro per fare fronte all’emergenza. E che quindi non potevano mettersi subito di traverso allo spot  vigorosamente lanciato della Ministra.

Il mondo della montagna lontano dai palazzi del potere aveva però reagito senza tentennamenti: ma cos’è questa cosa? E chi paga? E quale sarebbe stato l’ulteriore danno ambientale? Il tutto accompagnato da decine di meme ironici.
Una volta ripartita verso altri lidi la Ministra (che comunque si faceva ripetutamente sentire telefonicamente con gli amministratori incontrati il giorno prima ad Aosta), ecco il comunicato diffuso dalla Regione.

Il testo integrale del comunicato congiunto firmato da Regione autonoma Valle d’Aosta, Comune di Cogne, Adava, Consorzio operatori turistici Valle di Cogne

La vicinanza delle istituzioni e la grande attenzione dell’opinione pubblica nei confronti di Cogne è un punto di partenza per progettare il futuro di questa comunità e preparare, sin dalle prossime settimane, l’accoglienza degli ospiti che non vedono l’ora di tornare nel cuore del Parco Nazionale Gran Paradiso.
Condividiamo con gratitudine la vicinanza e soprattutto il messaggio del Ministro del Turismo Daniela Santanchè: Cogne non si ferma.
Beneficiando delle importanti risorse che il Ministero vorrà mettere a disposizione per il rilancio della nostra comunità vorremmo concertare un piano che consenta di garantire nel più breve tempo possibile un’accessibilità sostenibile e in sicurezza e il rilancio di un’offerta turistica che rafforzi l’identità di questa perla delle Alpi. Cogne è una località che ha chiara la propria vocazione fatta di valori quali il rispetto del prossimo e dell’ambiente, il senso di comunità, la valorizzazione del territorio, il recupero delle tradizioni, ma anche, e soprattutto, il sorriso.
La Regione, il Comune di Cogne, l’Adava e il Consorzio operatori turistici Valle di Cogne chiedono in particolare al Ministero di aprire un tavolo di lavoro congiunto per l’elaborazione di un programma di proposte riguardanti nuove formule di accessibilità, promozione del territorio tramite mirate campagne di comunicazione e organizzazione di grandi eventi. Considerato che i lavori di ripristino della viabilità regionale stanno procedendo con vigore, come evidenziato oggi dal presidente della Regione Renzo Testolin e dall’intera Giunta regionale, nel breve periodo, non appena sarà resa percorribile ai mezzi una prima traccia, potrebbe essere attivato un servizio di trasporto con fuoristrada. Sempre in tema di accessibilità si guarda con interesse le ipotesi tecniche per il collegamento tra Cogne e Pila riguardo alle quali continua ad essere centrale un confronto tra i vari livelli istituzionali per la realizzazione del progetto. Rimane prioritario unire tutte le forze disponibili per rilanciare e valorizzate al più presto l’entusiasmo e la voglia di ripartenza della località ai piedi del Gran Paradiso.

319 parole: l’elicottero non esiste
Spicca, nel testo, l’assenza di ogni riferimento agli elicotteri, sostituiti da un servizio di navette su gomma operative non appena sarà possibile. Le strade di cantiere nella valle di Cogne sono ormai quasi ultimate. Ancora il tempo necessario per metterle in sicurezza e superare i necessari collaudi e potrebbero essere percorse da mezzi pubblici (NON privati, almeno nella prima fase) per portare i turisti a Cogne. Quando? Nessuno si sbilancia con date certe, ma a microfoni spenti  gli amministratori pubblici da noi interpellati stimano realisticamente in 10-15 giorni  il tempo necessario per attivare il servizio. Vedremo.

Da Cogne un messaggio inequivocabile. Molto bello.

Ancora due settimane di stop agli arrivi, dunque. Un danno notevole per una località che per le sue caratteristiche è solitamente assai frequentata anche prima del mese di agosto. Ma che non ha voluto rinnegare la sua anima green, rinunciando agli introiti che sarebbero stati garantiti dai turisti con le ali. E  il mancato incasso di oggi potrà  essere considerato il migliore investimento per il futuro. Una frase come “qui all’ambiente pensiamo sul serio, a qualunque costo”, non potrà essere considerata al pari del ritrito slogan sbandierato da tanti.

Cosa succede oggi a Cogne e come ci si può arrivare

La maggior parte degli esercizi pubblici di Cogne – alberghi e ristoranti inclusi –  è aperta. Ospiti pochi, solo i residenti e coloro che hanno scelto di rimanere nelle case di proprietà o in affitto, lavorando da remoto. Come in un recente e ben più drammatico passato. Alcuni tra coloro che hanno scelto di rimanere approfittano della situazione per incamminarsi lungo sentieri fatalmente semideserti. Gli itinerari percorribili non sono molti e non è ancora stato ultimato il censimento sull’agibilità dei sentieri in quota. L’area più disastrata è quella della Valnontey, dove comunque ci si riesce a inoltrare seguendo la pista da fondo. Il rifugio Sella è aperto, ma per raggiungerlo occorrerebbe passare dal vecchio sentiero che negli anni scorsi un’ordinanza comunale ha dichiarato non percorribile. Sembra più rosea la situazione nel Vallone dell’Urtier, quello attraversato dall’Alta Via n.2 e che porta alla Fenêtre de Champorcher, dove sono già stati ripristinati i ponti travolti dall’alluvione. Aperto anche il Rifugio Grauson: il sentiero che sale dalla frazione di Gimillan sembra tornato percorribile, come ha dichiarato la rifugista Francesca Zanivan.

Ok, ma per chi vuole arrivare in paese da altre valli o località? Da Pila si può, normalmente, arrivare a Gimillan passando dal Col Garin o dal Colle Arbolle: non si tratta però di percorsi per tutti e la neve in quota complica ulteriormente la situazione. Simile la problematica del Col Loson che collega Cogne e la Valsavarenche: il passaggio a 3300 metri di altitudine è agibile solo con molta attenzione causa neve. Poi si scende al Rifugio Sella, incontrando ancora più a bassa quota le problematiche della sfortunata Valnontey. L’accesso più agevole sembra quindi quello da Champorcher, seguendo il tracciato dell’Alta Via. Ma mai come in questo caso la situazione è in continua evoluzione. Informarsi prima di mettersi in cammino è più che mai d’obbligo

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