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Le Alpi in stile “dark” entro il 2050

10 agosto 2005 – Nei prossimi anni le Alpi saranno solo nude pietraie? Distese nere e pietrose al posto dei ghiacci eterni? Sconcertante il rapporto del Comitato Glaciologico Italiano presentato dal suo presidente Claudio Smiraglia. Che traccia un quadro poco rassicurante.

Il cambio climatico potrebbe proporci una lunga fase (anche centinaia di anni) senza il ghiaccio sulle Alpi. Dal 94 ad oggi in Lombardia si è persa circa un 10% della superficie ghiacciata. Dai primi del 900 siamo al 50% in meno con meno di un grado di aumento della temperatura globale. Non sarà anche una questione di diminuzione delle precipitazioni nevose e di una forte sublimazione?

A parte le domande e i dubbi più o meno leciti è questo lo scenario fornito da Claudio Smiraglia, presidente del Comitato glaciologico italiano e responsabile sezione ghiacci della spedizione italiana "K2-50 anni dopo". Smiraglia suggerisce una cura del freddo per almeno dieci anni.

Intervistato durante la Conferenza Mondiale sul clima a Buenos Aires, Smiraglia ha dichiarato che sarebbe necessaria "una riduzione della temperatura media estiva di qualche decimo di grado accompagnato da un aumento delle nevicate del 10%".

"In una sola estate, quella tra il 2003 e il 2004", ha continuato Smiraglia "il volume di ghiaccio perso e’ stato pari a due grossi bacini idrografici. Fra qualche decennio, se i cambiamenti climatici proseguiranno con questo trend, sulle Alpi avremo un paesaggio caratterizzato da ghiacciai completamente coperti di detriti".

"La temperatura piu’ alta di 1-2 gradi ai confini esterni dell’Antartide e’ un dato preoccupante" ha concluso Smiraglia, "per i distacchi sempre piu’ frequenti di piattaforme di ghiaccio grandi come intere regioni. Di rilievo il fatto che è bastato un aumento relativamente piccolo della temperatura, circa un grado dal ‘900 ad oggi per creare una riduzione, finora, di tutti i ghiacciai montani della Terra del 40-50 per cento".

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