Turismo

Il Carnevale della Coumba Freida, in Valle d’Aosta

In Valpelline e nella Valle del Gran San Bernardo impazzano maschere e costumi molto originali. Succede per un mese intero con appuntamenti in otto diversi paesi

Inizia proprio oggi, ma siamo ancora tranquillamente in tempo. Il Carnevale della Coumba Freida si sviluppa, infatti, per un mese intero con eventi in otto paesi della Valpelline e della Valle del Gran San Bernard, tutti importanti e idealmente in gara tra loro per apparire ogni volta più belli e divertenti.

Il costume e le maschere di questo carnevale vengono chiamate Landzette. Sono “abiti” molto peculiari e caratteristici, dalle origini misteriose e anche molto antiche. Una delle prime documentazioni del carnevale risalirebbero al 1467, a Bosses. Tra le ipotesi più accreditate per l’estetica e la tradizione di questo vestiario vi è quella della trasposizione allegorica delle uniformi dell’esercito di Napoleone che, nel 1800, valicò il Colle del Gran San Bernardo.

Altra ipotesi vorrebbe correlare la nascita del carnevale al matrimonio di due valligiani anziani e poco eruditi e degli invitati che alla cerimonia, imbarazzati all’idea di indossare abiti eleganti ai quali non erano abituati, si presentarono con vestiti inusuali, diversi, quasi grotteschi se rapportati alla tradizione e alla formalità del matrimonio.

Rapportandosi, però, anche alle tradizioni di altre vallate alpine, sembrerebbe che maschere e personaggi allegorici simili venissero utilizzati nell’esorcismo primaverile contro gli spiriti. Si trovano così maschere e oggettistica riferiti all’Orso, la cui uscita dal letargo simboleggia l’inizio della primavera, oppure la coda del mulo, che rappresenta il vento atto a scacciare le correnti fredde deleterie per pascoli e agricoltura di sussistenza. I costumi sono corredati da piccoli specchi che venivano considerati barriera contro il maligno.

In genere sono presenti, tra gli altri, Napoleone – che qui passò con le sue truppe nel maggio del 1800 -, suonatori vari, il diavolo e alcuni costumi con colori specifici che rappresentano le stagioni: neri, per l’inverno e bianchi, per la stagione calda. Chiudono la colonna i due sposi anziani che litigano tra loro, ovviamente.
Ancora oggi la preparazione e la manutenzione dei costumi ha un’assoluta componente artigianale, grazie a un Comitato di valligiani che provvede al confezionamento sempre manuale e nel rispetto della tradizione, e che fanno sì che questo Carnevale mantenga una forte vocazione locale e tradizionale, ancora più che turistica.

Per consuetudine le maschere ballano, cantano ed entrano nelle case, per mangiare e bere quello che viene loro offerto. Se doveste avere la fortuna di ammirare la sfilata delle maschere, prestate attenzione: potreste essere “bersaglio” di qualche scherzo innocente. Interessante anche la Mèizoùn di Carnaval de la Coumba Frèida, nel comune di Allein, un piccolo museo dedicato al Carnevale della Valle del Gran San Bernardo.

Gli appuntamenti in ogni località

Ollomont: 13 gennaio
Bionaz: 14 gennaio
Valpelline: 20 gennaio
Doues: 27 / 28 gennaio
Étroubles: 8 / 9 febbraio
Saint Oyen: 10 febbraio
Saint-Rhemy-en-Bosses: 11 febbraio
Allein: 11 e 13 febbraio

Tags

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close