Ambiente

Gli effetti del caldo sui ghiacciai? Li vedremo fra vent’anni

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COPENAGHEN, Danimarca — Ci vorranno almeno vent’anni. Ma poi ce ne renderemo conto, eccome, della reale entità dell’arretramento dei ghiacciai, dovuta al caldo degli anni Novanta. Lo sostengono i ricercatori dell’Università di Aarhus, in Danimarca.  

Secondo un recente studio elaborato dagli scienziati danesi,  per valutare correttamente le cause e soprattutto gli effetti dello sciogliemento dei ghiacciai servno diversi decenni di osservazione.
 
Lo studio, il più ampio mai compiuto in materia, è fondato sull’esame dello spostamento di 247 ghiacciai esistenti in Groenlandia. I risultati sono stati presentati a una conferenza internazionale a Cambridge, dedicata all’influenza dei mutamenti climatici sui ghiacciai del mondo.
 
Secondo quanto appurato dagli studiosi, nell’isola piu’ grande del mondo fra il 1964 e
il 1985 i ghiacci sono arretrati di circa un metro l’anno. Per risalire alla causa di questo fenomeno – sostengono – bisogna guardare all’aumento di 3-4 gradi di temperatura che si era verificato negli anni Venti del secolo scorso.
 
”Non ne abbiamo una spiegazione, ma crediamo che si sia trattato di un riscaldamento naturale” ha detto l’esperto Jacob Yde intervistato dalla radiotelevisione danese.
 
Fra il 1985 e il 2000 i ghiacciai sono arretrati di 8 metri all’anno, con un innalzamento di circa 0,3 millimetri del livello dei mari. Cifre preoccupanti, secondo Yde.
 
Stando a quanto sostiene lo scienziato, gli attuali mutamenti del clima sarebbero da attribuire al passato e non al presente.  "Dal momento che devono trascorrere molti anni prima che i ghiacciai si spostino – sostiene sempre lo studioso – si può presumere che gli attuali mutamenti del clima non siano ancora imputabili all’inquinamento che si produce oggi. E che fra 10-20 anni dovremo dunque assistere a uno scioglimento molto consistente dei ghiacciai minori".
 
Sull’arretramento dei ghiacciai si sta concentrando anche la scienza italiana. L’equipe di scienziati che fa capo al Comitato Ev-K²-Cnr sta da tempo monitorando le evoluzioni dei ghiacciai alpini e himalayani. Si tratta di studi molto avanzati, frutto di osservazioni interdisciplinari. Solo dopo l’accurata raccolta dei dati sarà possibile una diagnosi realistica sul fenomeno e le sue interazioni con il clima.

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