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AAA Vendesi, causa fallimento, stazione sciistica. Neve naturale non inclusa

Dalla Lombardia al Molise fioccano le occasioni per acquistare intere skiarea ormai ferme. Altrove si sopravvive solo grazie ai soldi pubblici. E’ la montagna che presenta il conto?

Stazione sciistica vendesi. Per chi di voi volesse regalarsi a Natale, al posto del solito viaggio alle Maldive, un bel comprensorio invernale, l’occasione è ghiotta: pare che seggiovie e complessi alberghieri di Campitello Matese, la montagna più popolare tra gli sciatori molisani, verranno messi all’asta il prossimo dicembre per ripianare i crediti rivendicati dal comune di San Massimo nei confronti del gestore, che non ha mai pagato l’occupazione del suolo negli ultimi 15 anni. Così, per un investimento complessivo di circa 3,5 milioni di euro, potreste ritrovarvi proprietari di tre seggiovie, uno skilift e un intero albergo, e naturalmente le relative piste che si sviluppano tra i 1420 e 1875 metri di quota.

Se il Molise è troppo lontano, potreste investire allora su Carona, in alta Val Brembana. L’intero comprensorio, insieme alle contigue piste di Foppolo, da diversi anni passa da un fallimento al successivo, e ogni inizio stagione è al cardiopalma: per quest’anno Carona resterà chiusa. Intanto sono in vendita le seggiovie Carisole-Valgussera e Carisole-Conca Nevosa (tra i 1750 e i 2100 metri), con i relativi impianti di innevamento artificiale, nonché la seggiovia Carona-Alpe Soliva. In questo caso il prezzo, come per gli immobili di lusso, è riservato, ma si mormora che un’offerta di 1,8 milioni sia già stata rifiutata.

Ancora tentennate, siete indecisi, sospettate un qualche tranello? E fate bene. I tranelli ci sono e non dipendono dall’onestà dei venditori, ma dalla meteorologia. Il Cnr ha certificato un aumento delle temperature negli ultimi 30 anni sulle Alpi di 0,9 gradi, contro una tendenza globale di 0,5; rispetto a tre decenni fa le temperature italiane a settembre 2023 sono state di 2,17 gradi più alte, a ottobre di 3,47 gradi, e questo novembre ha segnalato giornate con isoterma a 4000 metri: un valore estivo. Del cambiamento climatico la montagna, Alpi o Appennini che sia, è uno specchio deformante, in cui i fenomeni si presentano ingigantiti. Tutto quello che (di brutto) accadrà in futuro, accadrà prima alle alte quote.

I casi di Campitello Matese e Carona sono solo il termometro di quanto sta accadendo a molte stazioni invernali italiane di bassa/media quota: i costi per l’innevamento artificiale, che incidono

per il 40 per cento degli investimenti complessivi, e l’incertezza del clima (non è detto che ci siano temperature sotto lo zero a garantire la “neve garantita”), rischiano di mandare in bancarotta stazioni sciistiche che pure sulla carta sarebbero popolari e redditizie. E ancora una volta Vanda Bonardo, responsabile Alpi per Legambiente, ha avvisato che “non ha più senso investire in impianti sciistici sotto i 2000 metri”.

Qual è la risposta dei gestori? Sempre la solita. Sempre più cannoni per la neve (si calcola che il 90 per cento delle piste italiane oggi siano servite dall’innevamento programmato) e sempre più invasi artificiali per garantire la neve programmata: Legambiente ne ha contati 142. Supportati anche dal Ministero del Turismo che ha stanziato 200 milioni di euro per l’innevamento artificiale: ma sappiamo quale sia la cultura ambientalista dell’attuale ministra del turismo.

La seconda risposta, va da sé, e l’aumento dei prezzi: la stagione 2023/24 vede un incremento degli skipass giornalieri del 20/30 per cento, con punte di 80 euro sugli impianti del Superski Dolomiti o per il pass internazionale tra Zermatt e Cervinia. E una pratica, quella dello sci, che si era democratizzata attorno agli anni Novanta e torna oggi a essere d’élite.

Avete deciso infine di non acquistare? Fate bene, anche Bankitalia ha recentemente invitato a “fare investimenti per ridurre la dipendenza dell’economia montana dalle condizioni dell’innevamento”. Non si può certo accusare i nostri banchieri nazionali di essere dei pasdaran dell’ambientalismo: basta, in fondo, saper fare di conto.

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Un commento

  1. Ulteriori dati, riguardanti un pò tutta l’Italia si possono trovare nell’interessante libro “Inverno liquido. La crisi climatica, le terre alte e la fine della stagione dello sci di massa” di Maurizio Dematteo e Michele Nardella, edito da Derive e Approdi, 2023.
    Buona giornata.

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