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Piramide, rientra l’emergenza

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KATHMANDU, Nepal – Fuori in 48 ore. In meno di due giorni i tecnici della Piramide dell’Everest, danneggiata nei giorni scorsi da raffiche di vento a 150 chilometri l’ora, sono usciti dall’emergenza.

"L’umore è altissimo – racconta Cristina Piolini, responsabile della Piramide del Comitato Ev-K²-Cnr -, grazie agli sforzi di tutti stiamo riparando il tetto del lodge e contiamo di finire entro quest’oggi".
 
Sabato, alle 5 del mattino, un vento impetuoso e straordinario aveva scoperchiato la struttura in cui alloggiano scienziati e ricercatori. Al momento dell’incidente erano presenti una decina di persone. Nessun danno per gli occupanti, se non un grande spavento. Con i pannelli di protezione volati a centinaia di metri di distanza, la celeberrima Piramide danneggiata, i pannelli fotovoltaici inutilizzabili e lo shelter della nuova stazione di rilevamento atmosferico Abc andato distrutto.
 
Tuttavia gli uomini del Comitato Ev-K²-Cnr non si sono persi d’animo. Lavorando intensamente, a temperature molto basse (fino a 20 gradi sottozero) e con un vento implacabile, hanno ripristinato le strutture. E le ricerche al laboratorio più alto del mondo proseguiranno come da programma.
 
"Nonostante tutto quello che è successo rispetteremo i tempi di avvio della stazione Abc, previsti per questa primavera", ha precisato il presidente del Comitato Ev-K²-Cnr, Agostino Da Polenza.
 
 
 
 
 
 

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