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Etiopia: le montagne viste con gli occhi di Gian Angelo Chiodi

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BERGAMO — "Etiopia: terra dei visi bruciati". Questo è il titolo della mostra fotografica che racconta la terra e le montagne africane in una quarantina di scatti al limite del surreale, in programma  dal 21 luglio al 6 Agosto 2006, presso l’ex Ateneo di Città Alta (lato S. Maria Maggiore) a Bergamo.

Una leggenda narra che Dio, stanco del camminare, si sedette per riposare sull’altopiano etiope, nel nord del paese, incantevole paesaggio pianeggiante, a circa 2 mila metri di altitudine.  Lo stesso altopiano che nel dicembre del 2005 è stato immortalato dall’antiquario bergamasco Gian Angelo Chiodi, grande appassionato di fotografia.
 
Dalle immagini  panoramiche emergono i monti Simien (alcuni alti fino a 4 mila metri), di origine lavica, dalle forme inusuali, più simili a castelli medioevali che a montagne (nella foto).
 
In esposizione anche antichi oggetti sacri etiopi, provenienti dalla collezione privata dell’ architetto bergamasco Sandro Angelini. Croci etiopi,  antichi rotoli protettori di preghiere su fogli  di pergamena, sono la testimonianza concreta della duratura presenza del cristianesimo nel Paese. Interpreti di un’iconografia diversa da quella che nostri occhi sono abituati a vedere, e forse proprio per questo affascinante.
 
Tema delle fotografie il paesaggio africano, i villaggi e quei volti, visi fantasmagorici, ai quali il titolo della mostra fa riferimento. Lo scatto ci rivela la vera essenza della fotografia, impronta indelebile, simile ad una rosa fiorita bloccata nel ghiaccio, impalpabile, ma che non appassirà mai. 
 
Marco Chiodi

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