Impronte nella neve: come riconoscere a chi appartengono
Quelle orme impresse sulla coltre bianca affascinano. Ma non sempre siamo in grado di sapere chi le ha lasciate. Ecco qualche suggerimento
La neve fa la spia. Sul manto bianco è facile avvistare le impronte impresse dagli animali selvatici, vedere la direzione che hanno preso, le linee che hanno seguito. Bello, anzi affascinante. Non tutti però sanno riconoscere a chi appartengono quelle orme: una lepre? Un lupo? Un camoscio? Un capriolo? Ecco allora qualche suggerimento per scoprire chi sono i nostri – in quel momento invisibili – invisibili compagni di escursione.
Cercare di seguire e distinguere le impronte degli animali sulla neve può essere piuttosto frustrante all’inizio: le tracce sono spesso confuse, se lasciamo passare più tempo dopo la nevicata diventa ancora più complicato riuscire a distinguerle, la pista a volte si interrompe in zone senza neve o ghiacciate o attraversa luoghi difficili da raggiungere per noi bipedi… Eppure con pazienza e camminando in silenzio guardando anche lontano dal sentiero si possono trovare belle sorprese.
Le piste più semplici da distinguere sono quelle della lepre, dalla caratteristica forma a Y: i vertici superiori della lettera sono i segni lasciati dalle zampe posteriori, parallele e distanziate, mentre la stanghetta verticale è tracciata dalle zampe anteriori, poggiate una dopo l’altra e che precedono sempre le posteriori. Le impronte sono molto confuse, in compenso, essendo le zampe molto pelose. Nel suo procedere a balzi, anche se lascia una firma inconfondibile sulla neve, non è sempre semplice riuscire a seguire la sua pista: tornando spesso sui propri passi, facendo brusche deviazioni o saltando su massi o tronchi privi di neve per non lasciare impronte, la lepre è decisamente abile a eludere i propri inseguitori.
Molto caratteristiche sono anche le tracce degli ungulati, con i due zoccoli ben separati tra loro, anche se poi è un po’ meno semplice essere in grado di distinguere i vari animali. Il cinghiale è forse il più riconoscibile, grazie alle dita mediane ben individuabili ai lati dell’impronta (lunga circa 6-9cm), soprattutto negli animali più grandi e anziani, che mancano invece nelle impronte di cervi e caprioli. Il cervo ha un’impronta un po’ più compatta, lunga 6-12cm, con zoccoli ben ravvicinati, le dita laterali sono visibili solo quando l’animale salta. Il capriolo invece lascia segni più appuntiti e più piccoli, avendo dita separate e sottili – come avviene per il camoscio e lo stambecco – lunghi 4-5cm. Il camoscio ha zoccoli sottili di forma quasi rettangolare, lunghi 5-6cm, mentre quelli dello stambecco sono più ravvicinati e arcuati, con tallone particolarmente largo e impronte lunghe 7-10cm.
L’impronta che forse molti sperano di individuare in montagna, sempre più comune in Appennino e in alcune località delle Alpi Occidentali, è sicuramente quella del lupo: è anche però molto difficile da attribuire con certezza, perché è praticamente indistinguibile da quella di un grosso cane, lunga circa 9-11cm e larga 8-10cm, le zampe anteriori sono più grandi di quelle posteriori. La forma è arrotondata e sono ben visibili le unghie e i polpastrelli, sulla neve sono spesso riconoscibili anche gli speroni. Qualche indicazione, oltre che dal luogo e da eventuali fatte, è data dalla pista: il lupo prosegue in linea retta, facendo solo qualche pausa, mentre l’andatura del cane è molto più irregolare, con continue deviazioni da un lato e dall’altro.
Anche la pista della volpe è rettilinea, spesso le impronte delle zampe posteriori si sovrappongono a quelle anteriori, sono molto simmetriche, lunghe 4-5cm, con dita laterali più separate rispetto a quelle degli altri canidi e lunghi solchi lasciati dalle unghie.
Animale difficile da avvistare, soprattutto in inverno andando in letargo – ma a volte si sveglia per cercare qualcosa da mangiare e fare i bisogni – è l’orso. Presente nelle Alpi Orientali e nell’Appennino Centrale lascia impronte molto grandi e inconfondibili, con cinque unghie molto evidenti. Le tracce lasciate dalle zampe anteriori, lunghe 10-15cm, sono circolari, mentre quelle posteriori sono più allungate (20-30cm). Buona ricerca!
Articolo scritto originariamente da Giulia Negri, aggiornato dalla redazione di Montagna.tv il 23 dicembre 2025




















