Alpinismo

Karakorum: troppa neve, spedizioni a rischio

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CAMPO BASE GASHERBRUM II, Pakistan — Il tempo doveva migliorare nel weekend. Ma fino a ieri, la neve non ha mai smesso di cadere né il vento di soffiare. Il rischio valanghe in quota è tale da scoraggiare molte delle spedizioni impegnate in Karakorum.

Dopo oltre 36 ore di bufera ininterrotta, la quantità di neve fresca che si è posata sui pendii delle vette pakistane è davvero enorme. Un manto instabile e molto pericoloso, che metterà in seria difficoltà gli alpinisti anche con il ritorno del sole.
 
L’attesa di un assestamento, però, è impensabile per molte spedizioni che da molto tempo si trovano in zona. Per molte di loro, il rientro anticipato potrebbe diventare l’unica scelta possibile.
 
Non è questo il caso della spedizione italo-spagnola impegnata sul versante sud del Gasherbrum II (8.035 metri), che vede tra le sue fila il bergamasco Mario Merelli e il lecchese Mario Panzeri. Nell’attesa di poter ripartire verso i campi alti, i due stanno perfezionando una strategia di salita che dovrebbe ridurre al minimo il rischio di passare in zone troppo “a tiro” di scariche di neve.
 
I due alpinisti italiani, insieme alla spagnola Lina Quesada Marcha, avevano già fatto un tentativo di vetta la scorsa settimana, a pochi giorni dal loro arrivo al campo base. Un vento fortissimo li ha però investiti a quota 7.500 metri, appena sbucati sulla cresta. E li ha costretti a retrocedere.

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