News

Assicurare trasporti rispettosi del clima, un appello ai ministri degli Stati alpini

Le Alpi necessitano di un piano d’azione, ambizioso e lungimirante, che assicuri trasporti rispettosi del clima. Questo è quanto richiesto a Briga (CH), in occasione della Settimana Alpina 2022, evento internazionale che vede riunite le principali organizzazioni per la protezione delle Alpi, in una lettera aperta indirizzata alle ministre e ai ministri dei trasporti e dell’ambiente degli Stati alpini da 7 organizzazioni: CIPRA International, ALPARC, L’Iniziativa delle Alpi, Club Arc Alpin, International Scientific Committee of Research in the Alps (ISCAR), Pro-MONT-BLANC e WWF Austria. Tra i vari punti affrontati nella lettera viene sottolineato che gli Stati alpini dovrebbero porre fine al trasporto di merci pericolose attraverso i passi alpini.

I contenuti della lettera

Le organizzazioni per la protezione delle Alpi rivolgono agli Stati alpini le seguenti richieste:

  • Entro il 2040: completa decarbonizzazione dei trasporti nelle Alpi e attraverso di esse. La regione alpina dovrebbe proporsi come pioniere di modelli di mobilità alternativi e ridurre a zero la quota di combustibili fossili nei trasporti entro il 2040.
  • Con effetto immediato: tassazione basata sul principio di causalità, in modo da aumentare la competitività della ferrovia. Il traffico transalpino provoca ogni anno danni ambientali e sanitari per miliardi di franchi svizzeri. Tali danni devono essere finalmente risarciti in conformità al principio di causalità con oneri a carico di chi produce impatti con rumore, particolato, inquinamento del suolo, congestione, effetti sulla salute e alterazioni climatiche.
  • Al più presto possibile: rafforzare la sicurezza stradale nel transito alpino. Oltre a maggiori controlli, le organizzazioni per la protezione delle Alpi chiedono un divieto di trasporto di merci pericolose sui passi alpini in tutto lo spazio alpino.
  • Ora: iniziative e campagne per promuovere il turismo naturalistico e la mobilità dolce, che garantiscono anche una vita più sostenibile per la popolazione alpina.

Al seguente link è scaricabile la lettera aperta nella sua versione integrale.

Il caso del Brennero

Allo scopo di rendere il trasporto transalpino più rispettoso dell’ambiente, nei giorni precedenti alla stesura della lettera congiunta, CIPRA Alto Adige, CIPRA Italia, CIPRA Austria e CIPRA Germania hanno reso noto attraverso un comunicato congiunto che Baviera, Tirolo e Alto Adige abbiano richiesto alla Commissione Europea e ai ministri dei trasporti di Austria, Germania e Italia di aumentare il pedaggio per i mezzi pesanti nel corridoio del Brennero. Richiesta sostenuta da CIPRA, che propone ulteriori misure per alleggerire il carico.

“Gli ingorghi chilometrici e la necessità di dosaggio dei veicoli pesanti dimostrano che il traffico transalpino di merci e passeggeri sulle strade sta raggiungendo i suoi limiti. È giunto il momento di attuare misure adeguate per ridurre il traffico stradale e trasferire un maggior quantitativo di merci su rotaia e per proteggere meglio le delicate regioni alpine”, le parole di Paul Kuncio, direttore di CIPRA Austria.

Per proteggere la popolazione locale e gli ecosistemi particolarmente sensibili della regione alpina, l’aumento congiunto del pedaggio sul corridoio del Brennero da parte di Germania, Italia e Austria è un primo importante passo per rendere la ferrovia più competitiva ed evitare il traffico deviato, ma Madeleine Rohrer, direttrice della Federazione Protezionisti Sudtirolesi e CIPRA Alto Adige e Francesco Pastorelli, direttore di CIPRA Italia, sono certi tuttavia che ciò non basterà.

“L’aumento dei pedaggi consentito dalla direttiva Eurovignette (direttiva UE sui costi delle infrastrutture) non sarà sufficiente ad alleggerire il traffico in termini reali. Occorre ridurre i trasporti e utilizzare meglio le ferrovie, come richiesto dal Protocollo Trasporti della Convenzione delle Alpi”, la dichiarazione in merito. Tuttavia, i negoziati sulla Direttiva Eurovignette hanno dimostrato che gli Stati alpini non perseguono una politica comune dei trasporti nel senso della Convenzione delle Alpi.

“Anche se il pedaggio lungo il corridoio del Brennero venisse aumentato, l’effetto traino andrebbe perso a causa del trattamento preferenziale riservato ai camion a idrogeno e a batteria“. Questi camion sono autorizzati a percorrere il Brennero quasi gratuitamente, ma causano gli stessi ingorghi e rischi per la salute a causa dell’abrasione dei pneumatici”, avverte Uwe Roth, direttore di CIPRA Germania.

Certamente, il trasporto di merci e passeggeri su strada a basse emissioni o senza emissioni può contribuire al raggiungimento degli obiettivi climatici. Tuttavia, la congestione delle vie di transito alpine e l’inquinamento causato dal rumore e dal particolato sono destinate a rimanere. Ciò è particolarmente vero in vista degli imminenti lavori di ristrutturazione dell’autostrada del Brennero, che renderanno l’attuale collo di bottiglia ancora più stretto.

Sono necessarie misure di accompagnamento

Per ottenere una reale riduzione dell’inquinamento ambientale e dell’impatto sulla popolazione è necessario un sostanziale spostamento del traffico di passeggeri e merci verso la ferrovia. I direttori di CIPRA Austria, Germania, Italia e Alto Adige, concordano sulla necessità di misure di accompagnamento oltre all’aumento dei pedaggi. Altrimenti non ci si può aspettare una riduzione del traffico di transito sulle strade nei prossimi anni.

Per questo motivo, la CIPRA chiede, non solo un aumento dei pedaggi per le vie di transito alpine, ma anche:

  • biglietti ferroviari agevolati per il transito alpino sul modello del biglietto da 9 euro in vigore in Germania. L’offerta ferroviaria scontata dovrebbe essere applicata almeno per la durata dei prossimi lavori di ristrutturazione dell’autostrada del Brennero, al fine di contenere i picchi di traffico inaccettabili nei punti di strozzatura del transito;
  • la riduzione o la sospensione della tariffa di accesso ai binari per il trasporto merci. Questo garantisce una maggiore verità dei costi ed è già stato implementato con successo in Austria durante la pandemia. La tariffa di accesso ai binari per l’utilizzo della ferrovia è un fattore di costo significativo nel trasporto merci.
Tags

Articoli correlati

2 Commenti

  1. Va bene… Ci sta ridurre il traffico presente sui passi alpini… Ma il problema non sono solo i camion che comunque sono in giro per lavoro e trasportare merce per TUTTI ma nessuno di questi signori delle associazioni a parlato del traffico di automobili? In alcune zone non dovrebbero permettere di salire con le auto ma solo a piedi o in bici… Invece in quel caso va bene che salgano inquinando… Anzi fanno pure parcheggio a PAGAMENTO… Quel traffico va bene è lecito perché porta soldi…

  2. Forse un pensiero.
    L’auto è un mezzo del benessere individuale, la ferrovia è di quello collettivo.
    Muovere dall’una all’altra l’attenzione è difficile e per farlo da una parte bisogna limitare grossi interessi industriali dall’altro con decisione: licenziamenti, fallimenti, riconversioni… e diminuire l’importanza attribuita e fatta crescere da mezzo secolo all’individualità (per loro è facile, non credo che esista una fabbrica d’auto svizzera).
    Non mi sembra ne parlino, ma nella zone montane vi sono anche tante altre “decarbonizzazioni” più difficili da cambiare, come i sistemi di riscaldamento e quelli per avere in loco energia elettrica,
    Adesso però, sfruttando la guerra in atto vicino a noi, dovrebbe scendere velocemente di qualche punto il livello di benessere globale e quindi di consumo e di inquinamento.

    E poi gli svizzeri fanno notevoli programmi e costruiscono collegamenti ferroviari con i loro vicini, facendo accordi per gli allacciamenti, ma tutti i vicini fanno molto poco e le “rotaie” si fermano appena dopo i confini. Da un po’ gli svizzeri chiedono di farsi carico dei lavori altrui, finanziando tutto a lungo termine, ma ai vicini interessa poco, forse perché non sono uno stato EU col quale “ragionare bene”.
    Comunque la crisi energetica crea dei grossi problemi anche in CH e il loro programma ferroviario sotterraneo penso debba essere ripianificato….come pensavo insieme a tutto da tutti.
    Chissà.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Back to top button
Close