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Dopo l’Eiger si teme per la sorte della Torre Inglese

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BERNA, Svizzera — “Se fonde il permafrost, il suolo che rimane gelato in permanenza, manca l’elemento di coesione e di stabilità della roccia. E quindi sono possibili nuovi crolli. Chiediamo vengano adottate misure efficaci per la tutela climatica”. Lo chiede, attraverso un comunicato, il Wwf. Ma le preoccupazioni non sono solo per la montagna svizzera, ma anche per la Torre Inglese di Cortina.

Dopo il crollo di 500mila metri cubi di roccia dalla parete orientale dell’Eiger, gli effetti del muytamento climatici si sono fatti ancora più evidenti. E l’allarme è alto. Il riscaldamento climatico, sostiene sempre il Wwf, “potrebbe aumentare la caduta di masse rocciose nell’arco alpino”.
Ci aveva già provato l’associazione ambientalista a lanciare l’allarme. Inutilmente. Era il 15 luglio del 2003 quando mille metri cubi di roccia si staccarono dalle pendici del Cervino a causa della calura che quell’estate aveva fuso il 5-10 per cento del permafrost delle Alpi Svizzere.
 
Lo stesso, afferma il Wwf, sarebbe successo ieri sull’Eiger. L’acqua, che con la perdita del permafrost si accumula nelle fenditure, causerebbe infatti tensioni che provocano spaccature.
“I politici devono muoversi in fretta – ha detto Adrian Stiefel, direttore del programma Clima e Energia del Wwf Svizzero -, poiché i crolli di roccia si moltiplicheranno se non riusciamo a frenare il riscaldamento climatico”.
 
Secondo uno studio del Wwf, nelle Alpi svizzere le temperature medie estive aumenteranno di 3 gradi nei prossimi cento anni. I ghiacciai subiranno una riduzione dell’80 per cento, con una sensibile alterazione degli equilibri geologici.
 
E mentre si teme per l’Eiger, c’è apprensione a Cortina d’Ampezzo per la sorte della Torre Inglese, una delle cinque guglie che sovrastano la cittadina, che sarebbe a rischio crollo. Il Dipartimento di geologia dell’Università di Padava si prepara ad installare una strumentazione satellitare in grado di fare il monitoraggio del massiccio.
 

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