Ambiente

Ghiacciaio di Indren, dove un tempo si sciava oggi è un deserto di roccia

Glacionevati di Flua quasi scomparsi. Il ghiacciaio di Indren arretrato di 64 metri in soli 2 anni, il ghiacciaio di Bors di 18. Il ghiacciaio sud delle Locce in sofferenza. Questi i drammatici dati relativi ai ghiacciai del Monte Rosa emersi dalla seconda tappa del monitoraggio dei ghiacciai alpini della Carovana dei Ghiacciai 2022, campagna condotta da Legambiente e Comitato Glaciologico Italiano.

monitoraggi sono stati realizzati dal Comitato Glaciologico Italiano in collaborazione con Legambiente nelle giornate del 20,21, 22 agosto. Hanno preso parte Marco Giardino, Stefano Perona, Paolo Piccini, Tito Princisvalle e Cristina Viani del Comitato Glaciologico Italiano. Durante la tappa anche il Saluto al Ghiacciaio, omaggio alla bellezza e al prezioso servizio che svolgono i ghiacciai con riflessioni e musica a cura di Martin Mayes, suonatore di corno e testimonial della campagna.

Di seguito il comunicato ufficiale di Legambiente, riassuntivo dei dati presentati in anteprima in conferenza stampa a Torino, presso la sede del Comitato Glaciologico Italiano. Hanno partecipato alla conferenza di presentazione Marco Giardino, vicepresidente del Comitato Glaciologico Italiano e Università di Torino; Giorgio Prino, presidente Legambiente Piemonte-Valle D’Aosta; Martin Mayes, musicista e testimonial di Carovana dei Ghiacciai; Enrico Camanni scrittore, giornalista e alpinista, testimonial della campagna. Moderatrice Vanda Bonardo, Responsabile nazionale Alpi Legambiente.

Ghiacciai del Monte Rosa

Forti regressioni della fronte glaciale con un consistente aumento degli affioramenti del substrato roccioso. Questa l’estrema sintesi dei dati del monitoraggio sul Monte Rosa […] Effetti sempre più visibili e repentini del riscaldamento climatico, che hanno motivato il ritorno, dopo due anni, della campagna sul Ghiacciaio di Indren, posto nel massiccio del Monte Rosa con una superficie di 1 km², la cui alimentazione sul pendio si realizza attraverso precipitazioni dirette o valanghe. Sebbene posto al di sopra dei 3.000 metri di quota, il ghiacciaio mostra negli ultimi due anni (nell’intervallo dal 19 agosto 2020 e il 20 agosto 2022) un arretramento frontale di ben 64 metri, di cui 40 registrati nell’ultimo anno. Un dato mai registrato dagli operatori glaciologici negli ultimi cinquant’anni, perciò esemplificativo sulle prospettive di questo corpo glaciale.

“Nella seconda tappa di Carovana dei Ghiacciai abbiamo raggiunto il Ghiacciaio di Indren e, passo dopo passo, abbiamo potuto verificare l’entità e la rapidità dei processi di deglaciazione – commenta Marco Giardino, vicepresidente del Comitato Glaciologico Italiano e Università di Torino  Attraverso il confronto con immagini storiche, abbiamo constatato la riduzione delle dimensioni del ghiacciaio, il cui settore laterale destro, particolarmente depresso, pare prossimo a frammentarsi; la superficie del ghiacciaio è apparsa solcata da innumerevoli ruscelli che distribuiscono l’acqua di fusione verso pozze e laghetti; la copertura detritica è risultata notevolmente aumentata rispetto agli ultimi anni, e sono stati individuati numerosi blocchi precipitati sul ghiacciaio dalle pareti del circo glaciale, anch’esse destabilizzate per processi gravitativi e di dilavamento legati alla scomparsa della copertura glaciale e alla degradazione del permafrost”.

Non rassicuranti anche i rilevamenti frontali sul Ghiacciaio di Bors che in due anni registra un arretramento di 18 metri, di cui 7 metri tra il 2020 e il 2021 e 11 metri tra il 2021 e 2022. Nella giornata di monitoraggio scientifico si è osservato anche lo stato di sofferenza del Ghiacciaio Sud delle Locce e la quasi totale sparizione dei Glacionevati di Flua.

Cosa fare degli impianti dismessi?

Focus della tappa piemontese anche l’emergenza degli impianti sciistici dismessi: circa 250 quelli mappati in tutta Italia dal Report di Legambiente Nevediversa 2022, per mancanza di neve, problemi economici e/o gestionali o per fine vita tecnica, che necessitano di essere smaltiti o riqualificati. Durante la giornata effettuato un sopraluogo alla vecchia stazione di arrivo della funivia per sci estivo sul Ghiacciaio di Indren, a cui è seguito un incontro pubblico che ha illustrato il progetto di RigeneRosa che, grazie alla collaborazione fra enti del territorio, ricerca e associazionismo, ambisce proprio alla rigenerazione e valorizzazione della stessa; trasformando un edificio abbandonato ad uno stato di degrado in un luogo di ricerca scientifica e di diffusione della consapevolezza sugli effetti dei cambiamenti climatici in alta quota.

“Nell’area del ghiacciaio di Indren, dove fino a venticinque anni fa si sciava d’estate, ora c’è un deserto di roccia. Gli effetti generati dalla crisi climatica impongono una sollecita riflessione sul futuro della montagna – dichiara Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente e coordinatrice della campagna – Per questo motivo durante la seconda tappa della campagna abbiamo aperto uno spazio di riflessione sulla necessità di ripristino di siti naturali e riuso delle infrastrutture dismesse, trasformando le montagne da luoghi di consumo a sedi di elaborazioni innovative e sostenibili.”

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Un commento

  1. Ricordo sciate estive, traversate primaverili e salite con ramponi subito calzati fino alla Margerita.
    Che evoluzione poco bella, ma per i miei gusti 🙂

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