Film

“Le otto montagne” conquista il Premio della Giuria a Cannes

Paolo Cognetti: "C'è un senso di miracolo nel vedere un semino diventare questo"

“L’amore vince”. Una espressione sintetica, carica di significati, di retroscena in cui si mescolano vita reale e recitazione, quella scelta da Alessandro Borghi per annunciare la vittoria del Prix du jury (Premio della Giuria) al 75° Festival di Cannes da parte de “Le Otto Montagne”, pellicola ispirata all’omonimo capolavoro letterario, premio Strega 2017, a firma di Paolo Cognetti. Un film che parla di legami, forti, incorruttibili, legami tra persone, legami tra anime e luoghi.

Amore è ciò che lega nella vita personale i due registi belgi, Charlotte Vandermeersch e Felix Van Groeningen, che hanno saputo tradurre in immagini – che non vediamo l’ora di ammirare al cinema – le parole scritte da Cognetti, dimostrandoci forse per una volta che non sempre “il libro era meglio del film”.

Amore è il sentimento che i registi hanno portato a Cannes nella serata delle premiazioni, svolta sabato 28 maggio, concedendosi sul palco un bacio davanti a migliaia di spettatori. Un bacio, come chiarito da Charlotte Vandermeersch, cui non ha saputo resistere, dopo aver superato grazie al lavoro condiviso con il compagno nella realizzazione della pellicola, un periodo di crisi. Una vetta scalata insieme.

Amore è ciò che lega in termini fraterni i due protagonisti, Alessandro Borghi e Luca Marinelli, grandi amici nella vita e nella sceneggiatura. Amore è ciò che lega Pietro e Bruno, il ragazzo di città e il pastore del villaggio, a quelle montagne che fanno da scudo a una amicizia senza fine, “un luogo dove metti le tue radici e che resta ad aspettarti”, e da contorno magico ad attimi di vita semplice, lontani dalla quotidianità del mondo urbano.

Un successo in cordata

A spartire ex aequo il Premio della Giuria con la pellicola made in Valle d’Aosta, il film “EO” di Jerzy Skolimowski. Poco importa che sia una vittoria per due, dopotutto il mondo della montagna sa bene che il successo è bello anche se spartito.

Grande soddisfazione è stata espressa dal ministro della Cultura Dario Franceschini, che ha commentato a caldo: “Con ‘Le otto montagne’ il cinema italiano ancora protagonista”. Un premio che in realtà non è solo una nuova vetta da inserire nel palmarès del cinema italiano, ma una ascesa portata a termine grazie all’impegno di una grandiosa cordata italo-belga. La regista Charlotte Vandermeersch ha scelto una espressione particolarmente romantica per descrivere il lavoro di squadra dietro le quinte del film: “what a gorgeous Belgian-Italian love story it has become” (che meravigliosa storia d’amore italo-belga è diventata). L’amore vince.

L’emozione di Paolo Cognetti

Cosa pensa di un tale successo colui che ha dato il via a questa storia così carica di sentimenti? Paolo Cognetti, raggiunto dall’ANSA, si è detto “molto fortunato”. Anche lo scrittore ha preso parte alla cordata vincente, partecipando alla realizzazione del film in prima persona. Ha fatto da guida ai registi, accompagnandoli “in montagna, sui luoghi del libro, dentro le case degli amici montanari, dentro le baite”. Ha conosciuto in maniera diretta i due grandi attori che avrebbero vestito i panni dei protagonisti del suo romanzo – tra l’altro ha ospitato a casa per 6 mesi Luca Marinelli -, e ha assistito a riprese complicate e coraggiose, come ha tenuto a definirle, che hanno visto impegnate sul campo, a Brusson, circa 70-80 persone.

“Assistere a tutto questo è stato un regalo enorme – commenta Cognetti, paragonando il processo che ha condotto dal suo romanzo a una pellicola premiata a livello internazionale, a un semino che cresce – C’è un senso di miracolo nel vedere una cosa che nasce piccolissima, veramente un semino, diventare questo. Mi ricordo di me, avevo trovato un tavolo di legno nella stalla accanto alla mia baita, ho detto ‘bello questo tavolo vecchio’, lo porto fuori perché voglio scrivere su questo tavolo la mia prossima storia. A fatica l’ho trascinato fuori nel bosco, ho preso un quaderno e mi sono messo lì e ho iniziato a scrivere. Questo è stato l’inizio di tutto una decina di anni fa”.

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