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Alcuni consigli per avventurarsi a 4000 in sicurezza

Per la stragrande maggioranza, 4000 metri sono una distanza, poco più di un numero. Per gli appassionati di montagna rappresentano invece un mondo, una soglia oltre la quale si definiscono le principali montagne alpine che ogni anno vengono ammirate, desiderate e conquistate da migliaia di persone. I Quattromila delle Alpi sono 82, secondo la classificazione stabilita nel 1993 dall’Unione Internazionale delle Associazioni Alpinistiche (UIAA), e offrono un terreno ideale per la pratica dell’alpinismo – dai gradi più facili fino a quelli estremi – che è nato proprio su queste montagne. Con l’arrivo dell’estate, molti alpinisti si cimenteranno nella la scalata di uno o più Quattromila che in molti casi rappresentano una sfida affascinante e abbordabile anche per i neofiti.

 

È a loro che ci rivolgiamo con questo articolo che vuole fornire qualche consiglio generale per avventurarsi nell’aria sottile delle alte quote alpine, premettendo che è sempre fortemente consigliato frequentare un corso di alpinismo organizzato dalle Guide alpine o dal Club Alpino Italiano.

Occorre esordire affermando che sono numerosi i Quattromila abbordabili e adatti a un esordio con questo tipo di alpinismo. Da un lato, si tratta di un’opportunità per chi vuole muovere i primi passi sui terreni glaciali confrontandosi con l’ingaggio e la soddisfazione di superare la fatidica quota di 4000 m. Al contempo, la facilità di accesso a queste montagne può indurre molti a sottovalutare i numerosi pericoli oggettivi.

L’attrezzatura

Innanzitutto è fondamentale l’attrezzatura: su ghiacciaio bisogna calzare i ramponi, avere con sé una piccozza e procedere legati in cordata. Il pericolo principale di questo ambiente sono infatti i crepacci, spesso profondi anche decine di metri, in cui è facile cadere a causa del cedimento della neve che li ricopre. Si tratta di un pericolo reale e concreto, che causa numerosi incidenti ogni anno sull’arco alpino. In questo senso un corso di alpinismo è importante per apprendere le modalità corrette per legarsi in cordata oltre alle manovre per il recupero di un compagno dal crepaccio.

Attenzione alle condizioni meteo

Il secondo pericolo principale di una salita a un Quattromila sono le condizioni meteo che possono variare molto rapidamente, passando in pochi minuti da cieli sereni a rovesci di pioggia, grandine o neve. Senza dimenticare la nebbia e il temibile effetto di whiteout con cui è facile perdere ogni forma di orientamento.

A quelle quote, inoltre, anche in estate le temperature possono scendere abbondantemente sotto gli 0°C richiedendo un abbigliamento tecnico e termico a strati, per sopportare il freddo ma anche il caldo nelle ore centrali della giornata e quando si perde quota. La consultazione attenta di un bollettino meteo affidabile è d’obbligo prima di partire, ma anche nel corso dell’avvicinamento per seguire ogni possibile evoluzione dell’ultimo minuto.

Attenzione alla quota

Infine, il problema che più di tutti costringe gli alpinisti a fare dietrofront durante un’ascensione in quota: il mal di montagna. Si tratta di una specifica patologia che colpisce l’organismo umano in occasione di bruschi cali della pressione atmosferica, come nel caso di un aumento rapido dell’altitudine. Nelle sue forme più blande provoca spossatezza, cefalea, insonnia e nausea fino a evolvere in edema cerebrale o polmonare che possono risultare fatali. Il mal di montagna si può prevenire in maniera piuttosto efficace con l’acclimatamento, soprattutto a quote relativamente basse come i 4000 metri, cioè lasciando all’organismo il tempo di abituarsi all’aumento di quota. Non esiste, al contrario, una cura se non la necessità di perdere più rapidamente quota al sopraggiungere dei primi sintomi. Da questo punto di vista, l’accessibilità di alcuni tra i Quattromila più facili, dove parte dell’avvicinamento può essere evitato rapidamente con gli impianti di risalita, facilita il sopraggiungere del mal di montagna, un ostacolo che molti alpinisti incontrano nell’arco della loro carriera e che provoca inevitabilmente molte rinunce.

Sintetizzando il discorso all’osso: buona montagna a tutti, ma con prudenza!

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2 Commenti

  1. Per entrare nel prestigioso club di quelli che hanno salito tutte le cime principali dei 4000 delle Alpi basta averli saliti per le vie normali o bisogna fare qualcosa di più ?
    Sarebbe come per gli 8000, di sicuro con più facilità, anche se penso si spenda molto meno denaro ?
    Per caso c’è anche una classifica per come vengono saliti e in quanto tempo ?

  2. L’unico sito che conosco che raccoglie dati sulle salite dei 4.000 e https://club4000.club/ e no, è sufficiente salirli per le vie normali per rientrare nel club dei collezionisti; non mi risulta ci siano elenchi separati per chi li ha saliti da vie diverse anche perchè non credo che ci siano molti rappresentati in tale ambito.

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