Film

“Polar bear”, la storia di una mamma orso e dei suoi cuccioli tra i ghiacci dell’Artico

Il 22 aprile, in occasione della Giornata Mondiale della Terra, è approdata su Disney Plus una pellicola adatta a grandi e piccini. Protagonisti sono gli orsi polari, o meglio, una famiglia di orsi polari. “Polar Bear” (USA, 2022, 84′), documentario diretto dalla coppia di registi Alastair Fothergill – Jeff Wilson, racconta la storia di una mamma orso che si ritrova ad affrontare le difficoltà di crescere i propri cuccioli nell’Artico. Una produzione eccezionale, che ha visto i registi impegnati nelle riprese tra i ghiacci artici per 3 anni, che regala emozioni e spunti di riflessione sull’importanza di agire in maniera rapida e significativa per porre un freno al cambiamento climatico.

Quanto è difficile essere una mamma orso!

“Polar Bear”, ambientato nell’arcipelago delle Svalbard, segue le vicende di una famigliola di orsi polari, una madre con i suoi piccoli. Un ruolo non facile quello della mamma orso, che deve fornire ai cuccioli gli insegnamenti fondamentali per sopravvivere in un ambiente reso sempre ostile dal cambiamento climatico in atto. Accompagnato dalla voce narrante di Catherine Keener, il documentario segue mamma e cuccioli tra lezioni di caccia e nuoto, momenti di coccole e gioco, fasi di complessa ricerca del cibo nella tundra e incontri pericolosi.

Gli orsi polari crescono in stretta relazione con la propria madre nei primi anni di vita. I cuccioli nascono generalmente nella stagione invernale, venendo alla luce ciechi, nudi, con un peso medio di 600 grammi, decisamente piccoli se pensiamo alle dimensioni di un adulto (il maschio adulto può arrivare a pesare 700 kg!). Vengono tenuti al caldo e allattati dalla mamma in una tana a forma di igloo. Dopo cinque mesi iniziano a ingerire cibo solido ma il completo svezzamento non avviene prima dei 2-3 anni. In un anno, grazie al nutriente latte materno, arrivano a pesare sui 20 Kg. Il distacco dalla madre avviene soltanto dopo il terzo anno, quando avranno imparato a sopravvivere autonomamente.

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