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Una estate da pastore su Alpi e Appennini: cercasi volontari!

Dopo il successo delle precedenti edizioni, il progetto Pasturs, nato tra le Alpi Orobie, giunge nel 2022 alla sua settima edizione, con importanti novità. I promotori sono alla ricerca di nuovi volontari che vogliano vivere una estate da pastore. In anni di smartworking e video conferenze c’è voglia di tornare al contatto con la natura ed esperienze concrete lasciando a casa il computer. Chi non ha voglia di andare in montagna?

Novità 2022: la rete Pasturs

Da quest’anno una bella novità accompagnerà il progetto. Nel tempo, diverse organizzazioni si sono interessate ed impegnate ad attivare progetti simili in Italia e in altri Paesi dell’arco alpino, anche grazie al progetto LifestockProtect. Così nel 2022, è nato un network tra soggetti che, con la supervisione di Eliante, ha l’obiettivo di rafforzare e rendere sempre più efficace lo scambio e le sinergie tra tutte le realtà coinvolte. Quest’estate il progetto vola oltre le Orobie.

Le esperienze, consolidate e nuove, accomunate dal network PASTURS saranno 6 attivate in 3 Paesi europei: Pasturs Orobie, Pasturs Valle d’Aosta, Pasturs Foreste Casentinesi, Pasturs Trentino Alto Adige in Italia, Pasturs Tirolo in Austria, Pasturs Baviera in Germania. Un network che ci si augura continui a crescere nei prossimi anni.

Yvan Caccia, presidente del Parco delle Orobie Bergamasche, commenta: “Ci fa molto piacere che anche in questo difficile anno Pasturs riesca a ripartire. Vivere il nostro territorio con consapevolezza può senz’altro aiutare chi partecipa al progetto a recuperare un prezioso contatto con la natura e d’altra parte l’aiuto dei volontari di Pasturs è sempre importante per la valorizzazione delle nostre aree ricche e generose”.

“Proseguiamo con convinzione nel sostenere il progetto Pasturs perché la continuità di tali esperienze è importante per produrre il cambiamento culturale necessario alla tutela sia dell’ambiente che delle necessità degli operatori agricoli sullo stesso territorio” commenta Carlo Loffreda, direttore di Coldiretti Bergamo

“Obiettivo di Pasturs è promuovere un dialogo costruttivo tra realtà solitamente ostili tra loro, il mondo dell’allevamento e il mondo dell’ambientalismo e protezione della natura, far avvicinare i due mondi riduce le difficoltà e argina i conflitti  – spiega Mauro Belardi, Presidente della Cooperativa Eliante Onlus che gestisce operativamente il progetto – Un’attività che parte dall’ascolto dei soggetti interessati, i pastori principalmente, e propone soluzioni costruite insieme ai partecipanti coinvolti e non calate dall’alto. Grazie ad un approccio antropologico e da scienze sociali lavoriamo, fin dall’inizio di Pasturs e insieme ai partner del progetto, tenendo conto delle culture locali e di come queste ultime si pongono rispetto ai fenomeni come quello della presenza dei predatori”.

La salvaguardia della biodiversità porta vantaggi a tutti – sottolinea Gianluca Catullo – responsabile specie e habitat del WWF ItaliaQuesto progetto migliora il rapporto di reciproca fiducia tra chi lavora per la conservazione della natura e il mondo dell’allevamento.

Come partecipare in Italia

Sono 50 i volontari di cui è alla ricerca Pasturs Orobie che, dopo selezione e formazione, si trasferiranno in alpeggi sulle Orobie bergamasche per affiancare gli allevatori nelle loro attività quotidiane di gestione e protezione del bestiame nei mesi di giugno, luglio e agosto. Fra i tanti alpeggi coinvolti ci sono Alpe Fontana Mora (Gandellino), Alpe Neel (Ardesio), Alpe Flesio (Valbondione), Alpe Zo (Castione della Presolana), Alpe Grabiasca (Gandellino), Alpe Vodala (Ardesio), Alpe Bellavalle (Vilminore di Scalve).

Per partecipare al progetto è necessario accedere al sito di progetto www.pasturs.org compilando il modulo di candidatura nella sezione “Iscriviti” entro e non oltre sabato 23 aprile. Il medesimo modello è da utilizzarsi anche per chi voglia sperimentare una estate da pastore sul Mont Avic, in Valle d’Aosta.

Le iscrizioni a Pasturs – sede Parco Foreste Casentinesi per la stagione 2022 sono invece aperte dal 4 aprile al 15 maggio. Il progetto sarà coordinato dall’associazione difesAttiva, incaricata dall’Ente Parco, e si svolgerà in una delle aziende situate nell’area protetta dal 1° giugno al 30 settembre 2022. Tutte le informazioni e i moduli da compilare sono scaricabili dal sito ufficiale del Parco (www.parcoforestecasentinesi.it). Per info scrivere a: pasturspnfc@gmail.com.

Far avvicinare per elaborare soluzioni condivise i due mondi dell’allevamento e della conservazione – che rappresentano entrambi contemporaneamente esigenze di sostentamento e tutela della natura – riduce le difficoltà e smussa i conflitti. Anche i predatori sono una componente preziosa della storia e della cultura dei territori e rappresentano una parte importante degli ecosistemi in cui sono presenti. Allo stesso tempo il fatto che questi luoghi siano presidiati attraverso attività remunerative, a salvaguardia della loro della biodiversità, porta vantaggi a tutti”, dichiara Luca Santini, presidente del Parco nazionale.

Non risultano ancora aperte le candidature per il Trentino Alto Adige.

Cosa fanno i volontari?

Protagonisti del progetto Pasturs, oltre agli allevatori, sono giovani volontari maggiorenni che, adeguatamente formati, vivono per un periodo negli alpeggi con gli allevatori stessi, per aiutarli ad adottare misure efficaci di protezione delle greggi, quali ad esempio la sorveglianza diretta delle greggi, l’utilizzo cani da protezione del bestiame, l’installazione di recinzioni elettrificate mobili.

I volontari sono di supporto anche ai turisti che frequentano l’area, raccontando il progetto e sensibilizzando ad un comportamento corretto nei confronti delle attività dell’alpeggio e dell’ambiente. Il progetto Pasturs contribuisce quindi a uno sviluppo più sostenibile del turismo montano.

“Ho un ricordo bellissimo di questa esperienza – racconta un volontario che ha già partecipato al progetto sulle Orobie – . Le giornate iniziavano al mattino presto, il recinto si trovava a un’ora di cammino dalla baita e andavamo lì due volte al giorno per fare pascolare le pecore e per controllarle. Ho anche assistito al parto gemellare di una pecora: non lo dimenticherò mai. È stato un modo coinvolgente e stimolante per conoscere il mondo della pastorizia da vicino, per andare oltre ciò che avevo appreso nei libri di scuola e per confrontarmi con le difficoltà quotidiane di chi svolge questa professione. E tra le difficoltà più sentite c’è sicuramente quella dei grandi predatori, tema chiave di Pasturs. Sono convinto, infatti, che questo progetto vada nella giusta direzione, poiché spinge volontari e allevatori al confronto per capire come meglio favorire una pacifica convivenza. Per essere d’aiuto, insomma, sia ai pastori che, al tempo stesso, a lupi e orsi”.

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Un commento

  1. sarebbe una buona alternativa al “condizionatore acceso per tutta l’estate.”..ma non e’ per tutti. Certo che vedere locali di caserme con il condizionatore esterno…non depone bene alla rusticità di donne ed uomini d’azione duri e puri…ma “serve per i computer”!

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