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Bruciano i boschi di Longarone, le fiamme minacciano le case

Al termine di un inverno estremamente povero di precipitazioni, le montagne italiane, già provate dalla siccità, si ritrovano ad affrontare una nuova emergenza, quella dei roghi. Numerosi gli incendi divampati nell’ultima settimana lungo le Alpi e gli Appennini, per un mix di fattori: aria secca, temperature decisamente miti nel corso delle ore del giorno, venti sostenuti e, nella maggioranza dei casi, mano umana. In alcuni casi ne è stata riconosciuta una origine dolosa, intenzionale, in altri la causa scatenante va ricercata nella disattenzione, basti pensare al rischio potenziale di incendio legato a una semplice sigaretta gettata in corsa da un’auto, o a una distrazione in fase di combustione delle ramaglie nei campi. Roghi contenuti dal rapido intervento delle squadre dei Vigili del Fuoco, che hanno comportato danni a boschi, campi e pascoli ma fortunatamente nessun pericolo o danneggiamento per i centri urbani. A destare preoccupazione per la difficoltà di contenimento delle fiamme, in pericoloso avvicinamento alle abitazioni, è al momento un vasto incendio in atto sulle montagne di Longarone (BL).

Paura a Fortogna

Un rogo avviato nella mattina di mercoledì 23 marzo, quando si sono viste innalzarsi tre colonne di fumo dai pendii sopra la frazione di Fortogna. Nel corso della giornata, la presenza di vento ha favorito il diffondersi dell’incendio, rendendo necessario l’intervento dei Canadair a supporto delle squadre di terra dei Vigili del Fuoco e degli elicotteri della protezione civile regionale intervenuti prontamente per arginare le fiamme.

Neanche l’intervento dei Canadair è riuscito a contenere il fuoco, portando Fortogna a diventare una sorvegliata speciale. Come riportato dal Mattino di Padova, dalle ore 18 di mercoledì, il sindaco Roberto Padrin ha ritenuto opportuno andare di persona a rendersi conto della situazione. “Abbiamo fatto un giro su alcune case per tenerle in preallarme – le parole del sindaco – quelle più vicine alla montagna. Perché l’incendio sembrava alto, ma a un certo punto è sceso molto velocemente: la preoccupazione c’è, quindi bisogna vigilare e stare attenti. Non c’è motivo per evacuare ma la situazione va tenuta sotto controllo, il fronte è molto vasto e le fiamme sono scese molto.”

Le immagini della notte di fuoco mostrano in maniera evidente quanto veloce siano corse le fiamme in meno di 24 ore, lungo quei pendii che da settimane non vedono una goccia d’acqua. Il fuoco, come una matita devastante, ha disegnato i contorni delle vette. Il cielo sereno è stato offuscato dal fumo, così denso da essere visibile da satellite. Il fronte, esteso per oltre 4 km, è arrivato a lambire la linea ferroviaria. “Trenitalia avvisa che, a causa dell’incendio boschivo presso Fortogna, la linea BELLUNO – CALALZO sarà interrotta giovedì 24 marzo almeno fino alle ore 12 – il messaggio diffuso da TreniBelluno.it nella serata di mercoledì – . Sono previsti autobus sostitutivi.”

Questa mattina, alle prime luci del giorno, sono tornati in azione elicotteri e Canadair, nella speranza di riuscire a porre fine a quello che, di fatto, per la natura è già un disastro. Precipitazioni sulla zona non sono al momento previste, almeno fino alla prossima settimana.

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