Turismo

I sentieri invernali battuti dell’Alto Adige, un esempio di turismo invernale da seguire

In Italia come nel resto del mondo, da molti anni, la sigla “www” indica il World Wide Web, il mondo di Internet. Quelle tre lettere, seguite da un nome o da una sigla, e poi dal codice di un Paese, danno accesso a informazioni di ogni tipo. Nelle Alpi di lingua tedesca, però, le tre “w” indicano anche un’altra cosa. Parliamo dei Winter Wander Wege, i sentieri invernali battuti, che si snodano in tutte le valli innevate, che conducono verso centinaia di rifugi e di baite, e che raggiungono molti belvedere famosi.

In Engadina, a poca distanza da Pontresina e Sankt Moritz, uno spettacolare “www” conduce verso il ghiacciaio di Morteratsch, e un altro, il Sentiero dei Filosofi, percorre l’altopiano di Muottas Muragl. Da entrambi si ammira il Piz Bernina. Nel Tirolo austriaco, piacevoli sentieri battuti si snodano accanto alle piste di discesa di Kitzbühel e agli anelli di fondo di Seefeld. In Alto Adige-Sudtirolo, esistono piacevoli Winter Wander Wege in aree sciistiche famose come Solda, l’alta Pusteria e la Val Gardena, ma anche in aree prive di impianti di risalita come la Val d’Ultimo, la Valle di Funes e la Valle di Braies. Nelle zone sovrastate da pendii e canaloni ripidi, come la Valle Aurina, i “www” si fermano a distanza di sicurezza dalle zone esposte a pericolo di valanga. 

Non caso, le zone più adatte per questi percorsi sono gli altopiani come la celebre Alpe di Siusi e la quasi sconosciuta (e meravigliosa) Alpe di Vallandro, che si raggiunge dal borgo omonimo e da Chiusa, e si affaccia sulle Dolomiti dal Sassolungo al Latemar. 

Non è facile, in Alto Adige come in Austria o in Baviera, scoprire chi abbia ideato per primo questi percorsi, che si realizzano con poca spesa (basta un battipista), che consentono alle malghe e ai rifugi di aprire e di lavorare anche d’inverno, che offrono dei piacevoli itinerari nel bianco ai visitatori più anziani o meno sportivi. Apprezzano i “www” anche i genitori, che li percorrono portando i bambini piccoli nello zaino o su uno slittino al traino. 

Per decenni, in Alto Adige o al di là del confine, l’esistenza dei Winter Wander Wege era così normale da non farli nemmeno citare nei dépliant e nelle altre informazioni turistiche. Sorprende che solo pochissimi centri, nel resto delle Alpi italiane e dell’Appennino, anche nei Parchi nazionali più amati, abbiano pensato di dotarsi di percorsi di questo tipo. L’idea che il turismo invernale sia fatto solo di piste da discesa e di impianti, purtroppo, è ancora molto diffusa. 

A chi vuole cimentarsi sui “www” ricordiamo che occorre vestirsi da montagna e non da città, con scarpe dalla suola scolpita e bastoncini. Se la neve del viottolo è ghiacciata, possono evitare scivoloni e brutte cadute i ramponcini, a “catenella” o dotati di punte. Le ciaspole sui “www” non servono, e come gli sci non dovrebbero essere usati su questi percorsi. 

L’unica vera commistione, nell’Alto Adige che ha dato ij natali ad Armin Zöggeler e a molti altri campioni, è quella con gli slittini. In molte zone, dove i Winter Wander Wege non sono pianeggianti, molti appassionati li percorrono trainando uno slittino in salita, e scivolando a valle in discesa. Esistono decine di noleggi, ma rifugi e malghe prestano volentieri gratis uno slittino a chi pranza. Tutto bello e piacevole? Non proprio. In discesa, in qualche caso, chi usa lo slittino si lancia a velocità eccessiva, rischiando incidenti con chi va a piedi. Separare i due tipi di pubblico è giusto, ma non è possibile ovunque, fare attenzione è importante. Ecco qualche meta consigliata. 

L’Alpe di Villandro

(330 metri di dislivello, 3.30 ore a/r)

L’altopiano dell’Alpe di Villandro, a portata di mano da Bressanone e dalla A22, è percorso da sentieri battuti che conducono a dei rifugi affacciati sulle Dolomiti. Da Villandro (Villanders) si sale a un posteggio (1740 m). A piedi, lungo i “www” si raggiungono la Rinderplatz Hütte, il rifugio di Moar im Plun e infine la Stöffl Hütte (2057 m), splendido belvedere. Occorrono 2 ore all’andata e 1.30 al ritorno.

Da Valles a Malga Fana

(350 metri di dislivello, 2.15 ore a/r)

La profonda valle di Valles, sorvegliata da eleganti “tremila” e dalle piste da sci di Maranza, è percorsa d’inverno dal bel “www” che sale a Malga Fana (Fanes Alm). Si parte dai posteggi degli impianti di Vals (1360 m), si sale superando qualche tratto faticoso, poi si aggira un crinale e entra nella conca che ospita la Malga (1739 m) e un rifugio. Occorrono 1.30 ore in salita e 1 ora in discesa, attenzione agli slittini!

Da Casere a Fonte alla Roccia

(120 metri di dislivello, 2 ore a/r)

L’alta Valle Aurina, Ahrntal in tedesco, è l’angolo più settentrionale d’Italia. A chi la raggiunge da Campo Tures (Sand im Taufers) o Cadipietra (Steinhaus) offre un piacevole “www” pianeggiante, in vista del Picco dei Tre Signori. Dal posteggio di Casere (Kasern), accanto al centro-visite del Parco delle Vedrette di Ries (1582 m) si segue il viottolo che costeggia il torrente, lascia a destra una chiesa, poi sale alle malghe di Fonte alla Roccia (Trinkstein, 1680 m). A causa del pericolo di valanghe è vietato proseguire. Occorrono 1 ora a piedi e altrettanto al ritorno.

Dalla Val di Funes a Malga Gampen

(380 metri di dislivello, 2.30 ore a/r)

La Val di Funes (Villnösstal), dominata dal profilo delle Odle, non ospita quasi impianti di risalita, ed è un paradiso per le escursioni. Dal posteggio della Malga Zannes (Zanser Alm, 1682 m), alla fine della strada di fondovalle, un comodo sentiero battuto sale a un panoramico altopiano e poi alla Malga Gampen (2062 m), belvedere sulle Odle. Si scende per la stessa via, attenzione agli slittini!  

Alpe di Siusi, l’anello dell’Hotel Panorama

(220 metri di dislivello in discesa, 2.30 ore)

L’Alpe di Siusi (Seiseralm) è un paradiso per tutte le attività sulla neve, e qui la rete dei “www” è molto sviluppata. Da Compaccio (Kompatsch, 1820 m) dove arriva la cabinovia che sale da Siusi (Seis), si scende a piedi alla base della seggiovia Panorama, poi si utilizza l’impianto per salire all’omonimo albergo (2004 m), belvedere sul Sassolungo e il Sassopiatto. Si scende verso est su un “www”, si piega a sinistra, si lascia a destra l’Hotel Ritsch, si tocca l’Hotel Steger-Dellai e si torna in piano a Compaccio. 

Da Pederü ai rifugi Fanes e La Varella

(520 metri di dislivello, 3.30 ore a/r)

La valle di Tamores, che inizia da San Vigilio di Marebbe (St. Vigil, Mareo) dà accesso agli altopiani di Sennes e di Fanes. Dal rifugio Pederü (1548 m) e dai suoi posteggi, il “www” sale a tornanti verso sud, supera un tratto ripido, piega a sinistra ed entra nella conca di Pices Fanes, dove si raggiunge i rifugi Fanes (2060 m) e La Varella (2042 m). Qualunque dei due si raggiunga, occorrono 2 ore in salita e 1.30 ore in discesa. 

Tags

Articoli correlati

2 Commenti

  1. Ottima idea, cosi’ i praticanti slow non vanno a calpestare le piste per sci di fondo.
    Alcuni centri sci fondo offrono pista per le 2 tecniche classic e skating, poi piste per ciaspole, poi piste per caminata e anche discesine per slittino con tapis roulanti di risalita. Qualche autoreferente che non capisce i segnali..va camminando sulle piste da sci pure col cane (che lascia ricordini sulle solette che si mescolano a scioline ) e si intrufola col guinzaglio lungo tra le gambe degli sciatori..o se sguinzagliato li insegue

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Leggi anche

Close
Back to top button
Close