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Mont Vélan e valle del Gran San Bernardo, in edicola il nuovo numero di Meridiani Montagne

È in edicola la nuova monografia di Meridiani Montagne “Mont Vélan e valle del Gran San Bernardo”. Un viaggio alla scoperta di borghi, santi e storie antiche per il primo numero del 2022, in cui Meridiani Montagne festeggia i suoi primi 20 anni.

A presentarci il numero 114 di Meridiani Montagne “Mont Vélan e valle del Gran San Bernardo” il direttore Paolo Paci.

Parola al direttore

Cosa vuol dire vivere tutto l’anno in un luogo a quasi 2500 metri, dove in inverno scendono mediamente dieci metri di neve (il record del Novecento è stato di 25 metri), la temperatura media annuale è di -1 °C con punte di -30 °C e il vento può soffiare a più di 250 chilometri orari? Quando l’ho chiesto, molti anni fa, all’allora priore dell’ospizio del Gran San Bernardo, la risposta è stata: “Bellissimo, è il posto ideale per meditare”. Non si è accorto, o forse sì, della mia espressione scettica. E ha sorriso. L’abbiamo domandato di nuovo quest’anno all’attuale priore, Jean-Michel Lonfat, e la risposta non è stata diversa. L’ospizio, ci ha raccontato, è un luogo di solidarietà, perché da sempre la missione dei canonici è soccorrere e sfamare i pellegrini. Ed è un luogo
di preghiera: Hic Christus adoratur et pascitur, qui Cristo è adorato e nutrito, recita il motto della casa. «La vera cattedrale però è là fuori» ha aggiunto poi Lonfat, indicando con la mano le cime incombenti. Il Vélan, il Grand Combin, giganti fragili e meravigliosi. Per sopravvivere ai nove mesi invernali (la breve estate del passo corrisponde ai mesi di apertura della strada, per il resto c’è sempre neve), i canonici del Gran San Bernardo devono essere un po’ atleti. Atleti di Dio. D’altronde fu proprio un priore elvetico, Laurent Joseph Murith,
il primo a salire il Vélan nel 1779 (sette anni prima della conquista del Monte Bianco!). Lo fece per la scienza, per la gloria della Chiesa, per una sua stravaganza? In ogni caso, fu quello il vero battesimo dell’alpinismo. Da allora queste montagne-cattedrali non si sono troppo evolute. Sono rimaste in qualche modo antiche, adatte a chi ha voglia di camminare, sciare, scalare in perfetta solitudine. Ideali, soprattutto, per chi è in cerca del trascendente. E anch’io oggi, rispetto alla meditazione, mi sento meno scettico.

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