Ambiente

L’Etna ha una nuova vetta: ora è alto 3357 metri

Battuto il record di altezza del Cratere di Nord-Est

Da mesi Mamma Etna ci stava dicendo chiaramente che qualcosa bollisse in pentola, o nel serbatoio magmatico. Ne abbiamo ammirato da lontano, grazie a eccezionali scatti fotografici, gli spettacoli diurni e notturni offerti dalle eruzioni succedutesi dall’inverno (tuttora in corso). Dall’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) arriva ora la conferma che qualcosa, a seguito dell’intensa attività vulcanica dei mesi scorsi, sia davvero cambiato sulla cima de “a’ muntagna”. Anzi è cambiata proprio la cima! L’Etna ha una nuova vetta, più alta della cima principale finora considerata dal 1980, ovvero il Cratere di Nord-Est. Si tratta del Cratere di Sud-Est, che a seguito dei circa 50 episodi parossistici che lo hanno interessato dal 16 febbraio 2021 ha raggiunto una altezza record di 3357 metri, superiore di 7 metri ai 3350 che segnarono, nel febbraio 1981, l’altezza massima raggiunta dal Cratere di Nord-Est, abbassatosi nel tempo a seguito di crolli.

La notizia corre sui social

Ad annunciare in maniera non ufficiale sui social i risultati delle misurazioni svolte dall’INGV, è stato il 9 agosto Boris Behncke, vulcanologo dell’INGV Catania. Un post Facebook carico di entusiasmo quello del vulcanologo, ricondiviso da oltre 600 utenti, che vi riportiamo di seguito.

“Sì, è vero. E’ lui la nuova vetta dell’Etna, e non solo, a quanto pare ha raggiunto l’altezza più grande mai misurata di questo vulcano: 3357 m (al 25 luglio 2021; quindi in realtà sarà ancora più alto dopo i due parossismi avvenuti da allora!). Lui, il bestione nero, ultimo nato dei 4 figli principali della Mamma; lui: il Cratere di Sud-Est. A breve il comunicato stampa ufficiale dell’INGV su questo fatto davvero storico – da 40 anni l’Etna non era cresciuta, anzi: aveva perso in altezza, dai 3350 m del 1981 ai 3324 m del 2019 e fino a febbraio 2021. Punto culminante, fino a quel momento, il Cratere di Nord-Est, che oggi (10 agosto 2021) sembra voler sfogare la sua frustrazione di questa notizia ufficiale, che non è più lui – ormai da mesi – la vetta dell’Etna.

“Alcuni di voi l’avete visto nascere, una sorta di sfiatatoio durante l’eruzione della primavera del 1971 – prosegue l’esperto – . L’abbiamo visto crescere, il mio primo incontro con lui era a settembre 1989, quando già si è presentato a modo tipicamente suo, con due parossismi al giorno. L’abbiamo visto crescere sempre più rapidamente soprattutto dal 1998 in poi, poi rallentare, poi crearsi un nuovo cono, farlo “amagalmare” con quello vecchio e crescere oltre. Dopo il 2017 sembrava non voler crescere più, forse stava raggiungendo un limite determinato dalle leggi della fisica, forse non ce l’avrebbe fatta, pensavo. Invece delle leggi della fisica, ne sta facendo uso a modo suo, e da febbraio 2021 ha ripreso a crescere, crescere più rapidamente che mai, e infine ce l’ha fatta.”

“Non è vero invece che l’Etna sta per crollare – conclude, e teniamo a riprendere questo passaggio per evitare il generarsi di panico immotivato – , c’è stato sì ieri mattina un modesto crollo alla base orientale del Sud-Est causato dall’apertura di una delle bocche effusive, fenomeno già visto e rivisto in altre occasioni (dicembre 2013).”

Il comunicato ufficiale INGV

[Roma, 10 agosto 2021]

Gli eventi succedutisi nel 2021 hanno accumulato notevoli quantità di materiale piroclastico e strati di lava sul cono del Cratere di Sud-Est – il più giovane e più attivo dei quattro crateri sommitali dell’Etna -, portando ad una cospicua trasformazione della sagoma del vulcano. Grazie all’analisi e all’elaborazione delle immagini satellitari, il Cratere di Sud-Est ha raggiunto la quota di 3357 m ed è ormai di gran lunga più alto del “fratello maggiore”, il Cratere di Nord-Est, da 40 anni la vetta indiscussa dell’Etna.

Questo dato storico, che ha un’incertezza di 3 metri, è stato ottenuto tramite l’elaborazione di due triplette di immagini dei satelliti Pléiades acquisite il 13 e il 25 luglio 2021, nell’ambito della partnership internazionale Geohazard Supersites and Natural Laboratories, permettendo di aggiornare il modello digitale della superficie (DSM) dell’Etna. I due DSM prodotti alla risoluzione spaziale di 1 metro sono stati allineati tra di loro e rispetto ad un DSM del 2015 preso come riferimento.

Gli scienziati, inoltre, hanno dovuto superare alcuni problemi per la corretta ricostruzione topografica. Infatti, per eliminare l’effetto della nuvolosità, così come il pennacchio di gas emesso dai crateri sommitali, il DSM derivato dall’acquisizione del 25 luglio è stato integrato con il DSM derivato dall’acquisizione del 13 luglio per la porzione sud-orientale coperta dal gas in area sommitale.

Dal modello digitale ottenuto del terreno emerge, in via preliminare, che il punto più alto del vulcano si trova ora sull’orlo settentrionale del Cratere di Sud-Est a quota 3357 (± 3 m). Questo nuovo dato altimetrico è pubblicato sul Bollettino Settimanale sul monitoraggio vulcanico, geochimico e sismico del vulcano Etna del 10 agosto 2021.

La vetta dell’Etna, dal 1980, è sempre stata considerata il Cratere di Nord-Est che con i parossismi del settembre 1980 e febbraio 1981 raggiunse l’altezza massima di 3350 m. Tale altezza, diminuita nel corso degli anni a causa dei crolli dei suoi orli, nell’estate del 2018 si è assestata a 3326 metri. Questo primato, però, è stato ora superato dal cono del Cratere di Sud-Est e, oggi, l’Etna ha una nuova vetta.

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