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Il Ministero della Transizione Ecologica blocca i nuovi impianti sul Terminillo

Dal Ministero della Transizione Ecologica arriva una pessima notizia per i promotori del TSM2, il progetto che prevede di realizzare strade, edifici, piste da sci e impianti di risalita sul versante settentrionale del massiccio, che fino a oggi è rimasto quasi integro.

Il progetto

Il progetto, lanciato qualche anno fa dal Comune di Leonessa, e appoggiato da gran parte degli amministratori del Reatino e da gran parte delle forze politiche, dei sindacati e dei mezzi di informazione locali, è stato più volte presentato alla Regione Lazio, e più volte emendato per seguire le osservazioni di quest’ultima. Il TSM2 (“Terminillo Stazione Montana 2”), se i fondi saranno sufficienti, prevede la realizzazione di 10 seggiovie, di 7 tapis-roulant per sciatori, di 37 chilometri di nuove piste di discesa, di 7 rifugi, di due bacini per l’acqua necessaria all’innevamento artificiale. Tra il dicembre del 2020 e il gennaio di quest’anno, l’ente guidato da Nicola Zingaretti ha dato la sua approvazione ufficiale. 

Il parere negativo del Ministero

Qualche giorno fa, il Ministero della Transizione Ecologica, che ha inglobato il vecchio Ministero dell’Ambiente ed è guidato dal fisico e manager Roberto Cingolani, ha gettato una secchiata d’acqua fredda sulle aspettative dei promotori del TSM2.  Il 14 maggio, una nota del Direzione Generale per il Patrimonio Naturalistico del Ministero ha contestato la pronuncia positiva di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) rilasciata a gennaio dalla Direzione Regionale Politiche Ambientali e Ciclo dei Rifiuti della Regione Lazio. La Regione, con linguaggio burocratico ma che non lascia spazio a dubbi, è stata formalmente invitata a “porre in essere, in via di autotutela, ogni necessaria iniziativa con riferimento alle non conformità evidenziate”. Il Ministero della Transizione Ecologica, accogliendo le osservazioni presentate da 20 associazioni ambientaliste nazionali e locali, ha bollato come illegittimi l’ampliamento della zona sciistica, lo spostamento da un versante all’altro del Terminillo di alcuni impianti di risalita già esistenti, la realizzazione di nuovi impianti sciistici e di tutte le opere connesse. 

Questi interventi, secondo la Direzione Generale per il Patrimonio Naturalistico del MITE, non sono consentiti dalle norme nazionali e comunitarie relative alla conservazione della Rete Natura 2000, che comprende i SIC/ZPS del versante settentrionale del Terminillo. Sempre secondo il Ministero, le deroghe a questa normativa chieste dai promotori del TSM2, e accettate dalla Regione Lazio a gennaio, sono del tutto infondate.

Gli ambientalisti

E’ una importante vittoria per il cartello ambientalista, che comprende associazioni nazionali come WWF, CAI, LIPU, Italia Nostra, FederTrek, Salviamo l’Orso, Ente Nazionale Protezione Animali, Mountain Wilderness, Pro Natura e Altura, e importanti realtà localicome Orso & friends, Salviamo il Paesaggio, Postribù, Inachis, Natour biowatching, Red Fox, Lupus in Fabula, GUFI (Gruppo Unitario per le Foreste) e Balia dal collare Rieti.

Il Ministero si è espresso solo su un aspetto di propria competenza, la tutela delle aree protette della Rete Natura 2000” spiega il comunicato diffuso il 16 maggio dalle associazioni ambientaliste. Rimangono validi gli altri aspetti problematici del TSM2 quali l’incoerenza con la pianificazione paesaggistica, il mancato ricorso alla Valutazione Ambientale Strategica, la mancata considerazione degli usi civici, la natura fallimentare delle sue aspettative in termini di sviluppo socioeconomico del Terminillo”. 

Su questi punti si basa il ricorso che le associazioni hanno presentato al TAR del Lazio, e sul quale si attende ancora una risposta. “Appare sempre più chiaro come il futuro del Terminillo vada progettato in modo radicalmente diverso, con il rafforzamento della tutela delle sue risorse ambientali e paesaggistiche” proseguono CAI, WWF, LIPU e gli altri firmatari del ricorso. 

Il Terminillo, come ricordano le associazioni, è l’unica grande montagna dell’Italia Centrale dove non è stata ancora istituita un’area protetta come quelle che tutelano i Monti Sibillini, il Gran Sasso e i Monti della Laga, il Sirente e il Velino, la Majella e i monti del Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise. L’unica strada possibile, sempre secondo gli ambientalisti, è quella della tutela ambientale, che comprende la promozione di una ricettività diffusa, di attività a basso impatto ambientale come l’escursionismo e la bici, la promozione dei prodotti locali.

Alla luce dell’intervento del Ministero diretto da Roberto Cingolani, le associazioni chiedono un radicale mutamento di rotta alla Regione Lazio, alla Provincia di Rieti e ai Comuni interessati. Solo in questo modo, continuano gli ambientalisti, è possibile garantire al Terminillo “un futuro sostenibile e più prospero”, a dimostrare ai cittadini la Pubblica amministrazione ha a cuore la qualità della vita dei cittadini.

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