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Gran Paradiso. I guardaparco salvano un’aquila reale ferita

Mercoledì 10 febbraio i guardaparco del Gran Paradiso sono stati protagonisti di un salvataggio di un’esemplare adulto di aquila reale in Valsavarenche. Un intervento decisamente delicato.

Il Parco Nazionale del Gran Paradiso è l’area protetta con una delle più alte densità di coppie di aquila reale nidificanti in Italia. Risultano censite 27 coppie distribuite tra tutte le valli e 141 nidi utilizzati dalle stesse. I guardaparco, oltre a salvatori occasionali, sono i protagonisti delle attività di monitoraggio effettuate insieme al Servizio Biodiversità e Ricerca Scientifica.

Probabile attacco tra aquile

A seguito di una segnalazione l’Ispettore del Corpo di Sorveglianza, Stefano Cerise, e il Caposervizio della Valsavarenche, Stefano Borney, hanno raggiunto località Bois de Clin dove hanno ritrovato l’animale in una zona boscosa piuttosto fitta, riuscendo a recuperare il rapace non senza difficoltà, in quanto lo stesso ha cercato di fuggire, pur non riuscendo a involarsi a causa della profonda ferita al torace, probabilmente causata dall’attacco di un’altra aquila.

Dopo essere stata messa in sicurezza, l’aquila è stata trasportata dal veterinario Michel Mottini alla Casa di Cura Veterinaria Mont Emilius, convenzionata con la Regione Autonoma Valle d’Aosta per questo genere di interventi, dove è stata operata il giorno successivo per ricucire la ferita e per svolgere esami di accertamento.

Nessuna frattura ma resta sotto controllo

Le indagini cliniche hanno fortunatamente escluso fratture alle ali. L’animale è sotto controllo ma bisognerà attendere alcuni giorni per avere certezza che possa riprendersi del tutto, e un possibile rilascio in natura non avverrà comunque prima di un mese e mezzo circa.

Tra gli esami a cui l’aquila è stata sottoposta c’è anche quello per verificare se la stessa sia affetta da saturnismo, l’avvelenamento da piombo è infatti una delle principali cause di morte in questa specie.

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3 Commenti

  1. Solo una curiosità: alla luce delle varie teorie sulla di selezione naturale come ad esempio il ritorno dei lupi per riequilibrare la sostenibilità del territorio attraverso la catena alimentare, della natura che lasciata a se stessa ritrova un proprio bilanciamento, è giusto intervenire in una circostanza come questa? Se effettivamente il rapace è stato sconfitto da un suo simile (e non è vittima di circostanze non naturali) è giusto salvarlo? In questo caso non c’è contraddizione con le teorie di cui sopra?

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