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Ghidoni, un contadino chiamato “lupo che corre”

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DARFO BOARIO TERME, Brescia – E’ stato plurivincitore della gara più dura e pericolosa del mondo, la Iditarod Extreme: 1800 chilometri da percorrere a piedi tra le nevi e i ghiacci dell’Alaska. Roberto Ghidoni, soprannominato "lupo che corre", è un personaggio da conoscere. Alla mano, legato ai valori di una volta e alla propria terra, che lavora con le sue stesse mani. 

Dopo il successo di Edurne Pasaban, questa settimana è toccato ad un personaggio “di casa nostra”. Nato a Bovegno e quindi bresciano doc, Ghidoni ha tenuto col fiato sospeso il pubblico che ieri sera si era raccolto al Cinema Garden di Darfo per il secondo appuntamento della rassegna "Montagne al Cinema".
 
Ghidoni ha la montagna nel cuore e soprattutto nello spirito. Proprio quello spirito che gli ha permesso di compiere più volte il micidiale percorso della Iditarod Extreme.
 
E’ un uomo umile e forse un po’ schivo. Dice che i riflettori non fanno per lui, ma le “sue storie”, di avventure piene di fatica, sudore e solitudine lasciano a bocca aperta tutti i presenti.
 
Durante la serata è stato proiettato il film “Tracce”, girato nel 2005 dall’alpinista e regista Marco Preti, durante la sesta partecipazione di Ghidoni alla massacrante gara in Alaska.
 
Preti ha saputo cogliere – con la sua consueta perspicacia – la fatica, l’impegno, la forza e la determinazione delle espressioni sul volto di questo personaggio, che è diventato di gran lunga l’italiano più famoso in Alaska. Per la sua lunga falcata, è stato soprannominato «Running Wolf», lupo che corre; ma alcuni lo chiamano anche «Italian Moose», alce italiano.
 
Nel film di Preti si rincorrono le immagini del Roberto (Alce o Lupo) che a piedi, trainando una pesante slitta, divora chilometri e chilometri di terreno gelato e desertico sullo sfondo degli stupendi paesaggi invernali della tundra desolata dell’Alaska.
 
Serata emozionante per il pubblico in sala, felice di aver potuto ammirare le gesta di un uomo comune e umile come Roberto Ghidoni, difficile da trovare al giorno d’oggi.
 
Mirko Calufetti

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