Cronaca

Scomparso a 89 anni George Whitmore, apritore di “The Nose”

Insieme a Warren Harding e Wayne Merry è stato il primo a violare l’enorme muro granitico di El Capitan. George Whitmore, californiano classe 1931, se n’è andato all’età di 89 a causa di complicazioni legate al Coronavirus.

Non era uno scalatore di professione, non lo era quasi nessuno al tempo. Si guadagnava da vivere facendo il farmacista, per poi dedicare ogni istante del suo tempo libero all’arrampicata e alla protezione dell’ambiente. Grazie a lui e al Sierra Club si è stabilito il California Wilderness Act del 1984, un atto grazie a cui si è esteso di 1,8 milioni di acri il National Wilderness Preservation System e che ha inoltre permesso di creare il Sequoia National Park.

Per primi sulla parete impossibile

Nel 1957 Royal Robbins, Jerry Gallwas e Mike Sherrick riescono a violare la difficile parete nord-ovest dell’Half Dome, la più ambita della zona. Tra i pretendenti a questa figura anche Warren Harding, che per ben due volte viene respinto dalle difficoltà.

Quando Harding assiste alla vittoria dei compagni si congratula ma dentro di lui prova una strana sensazione. Ecco allora che la voglia di rivalsa inizia a farsi spazio, come un tarlo. Scava a apre le porte dell’immaginazione a qualcosa di ancora più grande: El Capitan con i suoi 900 metri di verticalità. Un primo tentativo viene fatto da Harding, con Mark Powell e Bill Feuerer nel luglio del 1957. Provano a salire con uno stile diverso, fissando campi quasi come se si trovassero in Himalaya.

L’anno successivo, dopo una pausa invernale, eccoli ritornare ma le cose non vanno affatto secondo i piani. Powell, a causa di una caduta, si frattura la gamba venendo quindi costretto a lasciar perdere il progetto. Con lui anche Feuerer perde la motivazione e preferisce lasciar perdere. Harding continua a perseguire il suo obiettivo, ed è qui che fa la sua comparsa George Whitmore. Oltre a lui fanno parte della nuova squadra anche Wayne Merry e Rich Calderwood. Harding, Merry e Whitmore Attaccano la parete nell’autunno del 1958. Salgono sul muro verticale per 12 giorni, fino alle 6 del mattino del 12 novembre quando sbucano sulla piatta cima di El Capitan. Il muro di granito per tutti impossibile ora lo è un po’ di meno e anche se Whitmore ha sempre evidenziato con grande umiltà il suo ruolo nella scalata, il suo nome rimane impresso sulla più famosa via di roccia del nord America.

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