Itinerari

Riscopriamo le montagne del Trentino, i nostri suggerimenti per i giorni dei confini chiusi

Nelle valli del Trentino, come in altre zone delle Alpi, il divieto di sciare in pista si nota più che in altre regioni. Drammatico per maestri di sci, albergatori e impiantisti, questo pezzo di stagione senza cabinovie e funivie spinge migliaia di residenti di Trento e dei centri minori verso il fondo, le pelli di foca e le ciaspole. E’ anche un buon momento per riflettere. Molti turisti vorranno sempre i grandi caroselli, ma la scorsa domenica, di sole e neve perfetta, ha visto le valli trentine letteralmente invase da ciaspole e pelli di foca” ha scritto giovedì scorso, sul quotidiano Trentino, l’economista Michele Andreaus. “Mi aspetto che in futuro ci sarà una crescente fetta di turisti che apprezzeranno sciare su neve naturale, fuori dai grandi caroselli”.

Come per altre regioni, abbiamo chiesto a cinque tra guide alpine e altri esperti di suggerire una ciaspolata, una scialpinistica o un sentiero da percorrere all’interno dei confini trentini. Ricordiamo che nei giorni scorsi in Trentino, ha nevicato moltissimo, ed è quindi necessario fare la massima attenzione ai bollettini e alle condizioni della neve. 

La guida alpina Roberto Misseroni, originario della Val di Sole, suggerisce una gita di scialpinismo verso il Monte Sole, in Val di Rabbi. “La Val Cercen è bella, e a portata di mano da Rabbi Fonti. La strada che sale a Malga Monte Sole è comoda e può essere seguita con le ciaspole. Se la Malga è aperta, e la strada è battuta, si può salire a piedi e scendere con lo slittino”. “Il pendio che sale dalla Malga al Monte Sole è aperto e facile, senza via obbligata, ed è raro che ci sia pericolo di slavine. A chi cerca un itinerario più impegnativo suggerisco di salire da est, toccando Malga Fratte Alta. E’ il percorso della Ski Alp, una classica gara di scialpinismo. Il terreno è più ripido, e se c’è molta neve bisogna sapersi orientare”.

Alessandro Beber, guida alpina di Ranzo, tra le Dolomiti di Brenta e la valle del Sarca, consiglia agli appassionati di montagna una escursione con le ciaspole. Dalle Viote, l’altopiano che ospita le piste da fondo del Bondone, suggerisco di salire al Passo di Vaiona e alla Rosta, una cima facile, con straordinario panorama verso le Dolomiti, l’Adamello e il Garda. Verso nord si vedono i Lagorai e la Marmolada”. “Il Bondone, per chi vive a Trento, è la montagna di casa” continua Beber. “Alle Viote si arriva anche con i bus di linea. Negli inverni passati, tra febbraio e marzo, ho percorso spesso questo itinerario con le scolaresche. Non è faticoso, non c’è pericolo, si scopre la bellezza delle montagne del Trentino”. 

Luciano Ferrari, direttore della Scuola di alpinismo Giorgio Graffer e presidente della SOSAT, la Sezione Operaia della SAT che sta per festeggiare i 100 anni di vita, ci conduce in una delle zone meno conosciute del Trentino. “Mi piacciono i valloni più meridionali dell’Adamello, intorno alla Val Daone che è nota per le sue cascate di ghiaccio. Le gite di scialpinismo zona sono lunghe e solitarie. L’innevamento è spesso abbondante, grazie alle perturbazioni che arrivano sulle nostre montagne da sud. Molti percorsi possono essere seguiti anche con le ciaspole”. Un bell’itinerario sale da Condino per la Valle Aperta verso il Monte Pietra di Rasoio, oppure verso il Monte Bruffione. Da Storo si può salire verso la Val di Corno e il Dosso di Trabacù. La gita più interessante sale ai 2508 metri del Monte Corona. Da Roncone si segue la Val di Bondone. Il primo tratto è comodo, poi c’è da superare un gradino ripido fino alla malga di Stabol Fresco, infine si raggiunge la cima” conclude Luciano Ferrari.  

Qualche mese fa Alessandro De Guelmi, veterinario che vive in Val di Concei, ha raccontato le sue esperienze con M49, l’orso ribelle del Trentino. Da allora, per due mesi, ha lavorato in Lapponia, in solitudine e in silenzio. “E’ stata un’esperienza importante” racconta. D’inverno, il Trentino non offre solo vette innevate. A me piace il sentiero che sale da Pregasine a Cima Larici, a picco sul Lago di Garda. La quota è di 907 metri, d’inverno la neve è rara. Chi vuole un itinerario più lungo può raggiungere il Passo Rocchetta e il Monte Guil, 1322 metri”. “La zona si trova sul confine con la Lombardia, quindi sul fronte della Grande Guerra, e s’incontrano strade, fortini e altre opere militari. I panorami, nelle giornate migliori, spaziano dalle Dolomiti all’Appennino. Tra marzo e aprile, le termiche di Cima Larici vengono sfruttate da aquile, astori, poiane e altri rapaci. E’ uno spettacolo favoloso”.    

Il Trentino orientale, tra Fassa, Fiemme e il Primiero, è noto soprattutto per lo sci di pista. “La nostra valle è un paradiso anche per le ciaspole” spiega Nadia Delvai, esperta di itinerari per l’APT di Fiemme. “Alcune zone, come quelle del Passo di Lavazé e di Passo Oclini, nei prossimi giorni saranno impossibili da percorrere perché a cavallo del confine con l’Alto Adige”.“Mi piace molto la salita dal Castellìr a Malga Canvere, un meraviglioso belvedere sulle Pale di San Martino e i Lagorai. E’ un percorso facile, per una stradina innevata che sale tra boschi di abeti e pendii scoperti, toccando varie piccole baite. Con la cabinovia aperta si può raggiungere Malga Canvere comodamente, e proseguire in direzione di Malga Bocche”. 

Gli itinerari

Da Rabbi Fonti a Malga Monte Sole Alta e al Monte Sole

(ciaspole o scialpinismo, da 800 a 1200 metri di dislivello, da 3 a 5 ore, MSA/E)

All’uscita di Rabbi Fonti (1240 metri) in direzione di San Bernardo si imbocca la strada sterrata chiusa al traffico che entra in Val Cercen e porta a un bivio. Per il tracciato di destra si sale con lunghe diagonali nel bosco fino a Malga Monte Sole Alta (2048 metri), spesso aperta e gestita d’inverno. Gli scialpinisti possono salire alla vetta di Monte Sole (2350 metri). In discesa si può anche compiere un anello, passando per Malga Cercen Bassa. 

Dalle Viote del Bondone alla Rosta

(ciaspole, 200 metri di dislivello, 3 ore a/r, E)

Dal Centro Fondo e dalla Baita delle Viote (1566 metri), ci si dirige a sud toccando la Terrazza delle Stelle e la torbiera delle Viote, e poi salendo in un bosco di abeti. A un bivio si sale a destra, si imbocca un ampio vallone e lo si segue fino al Passo di Vaiona (1695 metri). Verso destra, una lunga cresta porta a un’anticima e poi alla cima della Rosta (1837 metri), belvedere sulle Dolomiti di Brenta e l’Adamello. Si scende per lo stesso itinerario. 

Da Pregasina a Cima Larici e al Passo Rocchetta

(escursionismo, 640 metri di dislivello, 3.30 ore a/r, E oppure EE)

Da Pregasina (532 metri) si può seguire il sentiero, facile ma a tratti esposto e attrezzato, che segue il crinale fino a Cima Larici (907 metri), a picco sul Garda. In alternativa si può seguire la strada sterrata della Val Palaer, e poi deviare a sinistra fino a Cima Larici. Continuando sulla carrareccia e poi salendo nel bosco si arriva al Passo Rocchetta (1169 metri). In discesa si può utilizzare un percorso diretto (segnavia 422 e 429).  

Dalla Val di Bondone al Monte Corona

(scialpinismo, 1300 metri di dislivello, 6 ore a/r, MS)

Da Roncone si segue la strada, asfaltata e poi sterrata, fino a Bondone di sotto (1215 metri). Si segue per un tratto una carrareccia innevata, si affronta un gradino ripido a sinistra delle rocce del Cingol del Sal, poi si esce nella conca dov’è la Malga Stabol Fresco (2071 metri). Si continua a salire nella conca, si sale in cresta e poi si raggiunge la cima. La discesa è per lo stesso itinerario.   

Dal Castelir a Malga Canvere

(ciaspole o scialpinismo, 420 metri di dislivello, 3 ore, E o MS)

Dal posteggio del Castelir (1530 metri), si segue la strada innevata che inizia dal ristorante El Zirmo. Il tracciato sale su un largo crinale, entra nel Parco e raggiunge un bivio dove ci si tiene sulla destra. Si traversano delle radure innevate, si sale a mezza costa nel bosco, poi si esce su un panoramico pendio e lo si traversa fino a Malga Canvere (1973 metri), magnifico belvedere sulle Pale di San Martino. Discesa per la stessa via. 

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2 Commenti

  1. Gli abitanti dei comuni Trentini e dintorni gia’ sanno dove andare inescursione invernale..divulgando arriveranno turisti a frotte e sparira’ l’incanto…poi posteranno relazioni , foto e filmati sul web e la frequentazione diverra’ in crescita esponenziale..almeno in certi periodi.In realta’si possono consultare online le cartine Sat e crearsi la propria gita da tenere riservata.

  2. Non vi sembra che ci sia già troppa pubblicità per il Trentino, poi chiedere a dei professionisti e mettere nome e cognome è come chiedere da una parte contattatemi che vi portò io a pagamento e dall’altra venite nella mia scuola così la arricchisco con il vostro contributo…

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