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Neve, neve e ancora neve. Equipaggiamoci di prudenza e buon senso

Dalle Alpi agli Appennini, fino al Gennargentu, negli scorsi giorni la neve è caduta copiosa. E sulle regioni del Nord, continuerà a cadere in maniera intensa anche nella giornata odierna. Il candido manto che si accresce ora dopo ora, accanto alla meraviglia sta portando a situazioni di estrema difficoltà soprattutto sul settore orientale delle Alpi. Strade e ferrovie interrotte, paesi isolati, rischio valanghe in aumento. Laddove non scende la neve, è la pioggia intensa a creare i maggiori disagi da Nord a Sud, con esondazioni, frane e smottamenti.

Nessun miglioramento all’orizzonte

Per la giornata odierna il Dipartimento della Protezione Civile, sulla scorta dei bollettini meteo, ha decretato allerta rossa nell’area meridionale della Campania e nella Provincia Autonoma di Bolzano. Allerta arancione sulla Provincia Autonoma di Trento, su gran parte del Friuli Venezia Giulia, in Umbria, sulla Campania settentrionale, sul settore occidentale della Basilicata, su gran parte del versante tirrenico della Calabria. Allerta gialla nel Lazio, in Abruzzo, in Sicilia, sui settori centrale e orientale dell’Emilia-Romagna, sul settore costiero della Toscana, su gran parte del Molise, sulla Sardegna occidentale e sui restanti territori di Veneto, Friuli Venezia Giulia, Campania, Basilicata e Calabria.

Di fronte al protrarsi del maltempo, che sta costringendo da giorni ad un impegno gravoso Vigili del Fuoco e Protezione Civile a supporto della popolazione, l’appello rivolto a tutta la Penisola è soltanto uno: equipaggiamoci di prudenza e buon senso. Limitiamo gli spostamenti quanto più possibile e rimandiamo il divertimento a giorni migliori.

Gli appelli alla prudenza fioccano come neve

L’invito alla prudenza sta giungendo da più fronti. Dai sindaci e politici come Luca Zaia, governatore del Veneto, una delle regioni più colpite dal maltempo, che afferma “Non andate in montagna. Il turismo del macabro non ci serve”, al Soccorso Alpino.

“Sconsigliamo fino al termine delle precipitazioni le attività all’aperto non necessarie – scrive il CNSAS – . E, successivamente, viste le probabili condizioni instabili del manto nevoso soprattutto in presenza di temperature in rialzo, invitiamo a valutare con estrema cautela qualsiasi attività invernale in media e alta montagna. Massima attenzione e prudenza va posta da parte di tutti, soprattutto in questo momento storico in cui è importante non sovraccaricare il sistema sanitario nazionale. In ogni caso, prima di spostarsi, è raccomandabile consultare con estrema attenzione i bollettini e i relativi comunicati emessi dalle Agenzie regionali Arpa”.

Basta un rapido sguardo alla mappa riassuntiva del pericolo valanghe disponibile sul sito Aineva per rendersi conto di quanto la situazione sull’arco alpino sia delicata. Il pericolo valanghe, che sui rilievi di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta si attesta tra 2 (moderato) e 3 (marcato), dalla Lombardia al settore orientale sale a 4 (forte) e 5 (molto forte) sulle Alpi Carniche.

In Appennino, nonostante gli accumuli in quota non siano paragonabili ai 3/4 metri delle Alpi orientali, il rischio non va sottovalutato. Lo dimostra la disavventura di una coppia di scialpinisti travolti da una valanga, nella mattina di domenica, sul Monte Cusna. I due sono fortunatamente usciti indenni dall’incidente.

Appelli giungono anche dai gestori degli impianti sciistici. Di fronte al grande afflusso di sciatori durante il Ponte dell’Immacolata, la pagina Facebook ufficiale dell’area sciistica del Monte Bondone, in Trentino, ha diffuso una raccomandazione: “Viste le condizioni nivo / meteo di questi giorni, si raccomanda di evitare di percorrere le piste da sci a piedi, con gli sci da alpinismo o ogni altro mezzo. Sulle piste stanno infatti lavorando i gatti delle nevi per compattare il manto nevoso che si sta accumulando da tre giorni : sono attivi gatti con verricelli ed argani, che rappresentano un elemento di pericolosità. È inoltre in funzione il sistema di distacco programmato delle valanghe per cui l’area deve essere completamente libera”. 

Prudenza non solo in pista, ma anche su strada. Da Nord a Sud, da Piancavallo al Monte Terminillo si sono verificate situazioni “evitabili”, con incolonnamenti di auto in salita verso le aree di montagna, sprovviste di pneumatici da neve o catene.

E attenti al DPCM!

Sappiamo tutti che alla neve è difficile resistere. Ma un altro elemento cui prestare attenzione è rispettare i limiti agli spostamenti imposti dal DPCM nelle regioni arancioni.

Un gruppo di ragazzi di Lucca e Firenze che avevano programmato per l’8 dicembre una gita in montagna sull’Abetone – nonostante la Toscana si trovi in zona arancione, dunque con attivo il divieto di spostamento tra i comuni – è stato fermato dalla polizia nei giorni scorsi. I ragazzi, che non hanno saputo giustificare altrimenti il proprio spostamento se non ammettendo che la nevicata fosse stata troppo bella per perdere l’occasione di un giro sugli sci, sono stati multati per una somma di 400€ a testa.

I carabinieri hanno fatto sapere che i controlli dureranno nei prossimi giorni, soprattutto in vista del periodo natalizio. Periodo durante il quale in tutta Italia ricordiamo che saranno in vigore maggiori restrizioni.

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4 Commenti

  1. Se volete andare su neve, arruolatevi in truppe Alpine o forze di Polizia e fatevi assegnare a pattugliamento su neve con sci o motoslitte , in funzione di sorveglianza…o controllo frane e valanghe.Oppure volontari vari ( Croce Rossa, Vigili, Soccorso alpino, .Allora forse sognereste caminetto con ceppo acceso e cioccolata calda.

  2. Vietato lo sci alpinismo – skialp su piste di sci alpino servite da impianti, chiuse al pubblico ma in fase di battitura…
    Divieto motivato dalle Societa’ di gestione sotto il termine” MESSA IN SICUREZZA”.
    Un vero scialpinista dovrebbe vietarsele spontaneamente..ANCHE CON IMPIANTI SICURI.

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