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Nepal. Presto all’Everest si potrà andare in autostrada

Era il 2007 quando la Cina annunciava la imminente realizzazione di una autostrada per raggiungere agevolmente l’Everest. Una striscia d’asfalto estesa dalla cittadina tibetana di Tingri al Campo Nord (5200 m), funzionale in termini ufficiali al passaggio della torcia dei Giochi Olimpici di Pechino 2008. E inevitabilmente percepita dagli amanti delle montagne come violazione di un luogo sacro. Fa nuovamente riflettere il mondo della montagna l’annuncio che arriva stavolta dal Nepal, della possibile apertura della speculare autostrada per l’Everest – i cui lavori sono in corso da alcuni anni – nel dicembre 2022.

La nuova highway dovrebbe collegare Chaurikharka, villaggio sito a 2422 metri nei pressi di Lukla, al resto del Paese. Gli escavatori, come mostrano le immagini diffuse dal Nepali Times nelle scorse settimane, sono all’opera lungo i pendii scoscesi che degradano verso il letto del fiume Dudh Kosi. Di tanto in tanto si ode il suono delle esplosioni di dinamite. 

24 chilometri al termine

L’autostrada più alta del Nepal andrà a completare un tratto già esistente che collega Kathmandu con Phaplu, cittadina a due giorni di trek da Lukla. Phaplu verrà collegata attraverso 77 km di asfalto a Chaurikharka.

I primi lavori di realizzazione di tale collegamento risalgono a 6 anni fa ma a causa delle difficoltà a procedere imposte dal terreno, agli effetti del terremoto del 2015 e soprattutto alla mancanza di denaro da investire, sono andati molto a rilento. Mancano ancora gli ultimi 24 km tra Thamdada e Chaurikharka.

Una manciata di chilometri che quest’anno hanno trovato come ulteriore limite alla loro realizzazione il Covid-19. Le entrate dello Stato derivanti dai trek e dai permessi di salita sono infatti ulteriormente diminuite, passando da una media di 200 milioni di rupie (1,5 milioni di euro circa) a soli 60 milioni (426.000 euro). Nonostante tutto gli operai sono in ogni caso quotidianamente a lavoro.

Pro e contro della highway to Everest

La strada non dovrebbe toccare il Sagarmatha National Park, riconosciuto come patrimonio dell’umanità UNESCO. Nonostante ciò, il timore maggiore che serpeggia tra le popolazioni locali, è che la costruzione andrà ad erodere, oltre che l’ambiente, le tradizioni della regione. Inserendosi tra l’altro come un pugno in un occhio nell’architettura tipica della cultura Sherpa.

Il Nepal aspira probabilmente ad ottenere dall’highway gli stessi vantaggi della Cina: facilitazione del trasporto di beni e persone, con aumento delle entrate economiche rese dal comparto turistico. Ma a detta di Nim Dorje Sherpa, giovane leader politico deceduto lo scorso giugno, l’autostrada potrebbe consentire di migliorare gli standard di vita della popolazione Sherpa, portando ad una riduzione di costi e fatica. Per comprendere cosa intendesse Nim con “costi”, basti pensare che una bombola di gas per cucinare costi 1,500 rupie (circa 10 euro) a Kathmandu, 15,000 a Gokyo. Il perché è semplice: va trasportata a Phaplu (12 ore) e poi trasferita via mulo a Namche, spostamento che necessita di giorni di cammino. Allo stesso modo qualunque prodotto alimentare costa di più nei villaggi in quota.

Fiducia viene espressa anche dai gestori dei lodge lungo l’Everest trail, affermando che con i costi ridotti dei prodotti alimentari e la facilità del loro trasporto dalla Capitale, la vita diventerà più facile. E a chi teme uno stravolgimento delle attuali dinamiche turistiche rispondono che non tutti i trekker vorranno affrontare 14 ore di autostrada, ma probabilmente si continuerà a puntare sui voli per Lukla. Per certo, tra le ragioni a favore della costruzione dell’autostrada, rientra la possibilità di veder nascere una via alternativa da/per Lukhla cui optare nei giorni, spesso settimane, in cui il maltempo impedisce il volo aereo.

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4 Commenti

  1. Anche noi in passato abbiamo costruito tante autostrade e poi le abbiamo collegate agli stati confinanti (le linee di comunicazione europee però sono rimaste per ora quelle romane, direi nulla di nuovo se non la velocità di scambi che impedisce il ragionamento)
    Forse prima o poi faranno una lunga galleria per collegasi coi cinesi.
    Non so se chiamarlo progresso o appiattimento sociale e culturale.
    Forse è un effetto dell’economia circolare, che prima aveva altri nomi che iniziavano con multi.
    Strano l’Uomo.

  2. Al Campo Base Nord si arriva facilmente in fuoristrada. Che sarà facile arrivare a quello Sud, non credo. Dalla fine della cosiddetta “autostrada” ci sarà un trekking per Lukla, poi 59 km a piedi per l’EBC. Poi il ritorno, per almeno un 20 gg totali. Si può tagliare la nuova autostrada con l’aereo per Lukla.

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