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Franco Perlotto e la vittoria contro il Covid. “Spero di vederci presto in montagna”

“Dopo tre lunghe indimenticabili settimane, il tampone Covid è finalmente negativo”. Questo il primo messaggio diffuso sui social da Franco Perlotto, gestore del rifugio Boccalatte alle Grandes Jorasses sul Monte Bianco, dopo un mese di silenzio mediatico, durante il quale si è trovato a combattere una dura battaglia contro il Covid-19.

Come racconta nelle righe a seguire, “la polmonite bilaterale che mi ha portato per sei giorni in ospedale a Vicenza con respiratore di ossigeno a 10 litri/ora e poi ad un reparto Covid di Valdagno, sta lentamente scemando. Tutto è cominciato prima, con febbre e respiro sempre più affannoso, ma non mi arrendevo a chiamare l’ambulanza. Poi si è decisa Nadia, mia moglie, visto che ero molto offuscato, ed ha chiamato. Ma ormai sono a casa, dimesso, e spero di vedere passare questo incubo più in fretta possibile”.

Aggiornamenti quasi quotidiani sul suo stato di salute sono stati forniti alla collettività dall’amico e traduttore Luca Calvi, che ha saputo introdurre un pizzico di ironia anche nei momenti più difficili. Il 22 novembre è stato proprio Calvi ad anticipare la buona notizia del superamento della fase critica respiratoria. “A Franco Perlotto hanno tolto il respiratore – si legge nell’aggiornamento – . Lui ha ricominciato a fare scambio di cavolate via WhatsApp e soprattutto a sghignazzare al telefono con una voce bella, cristallina, allegra. L’ho sentito carico, desideroso di fare e prontissimo ad affrontare le future sfide che ha deciso di accettare, nel nome della montagna e di chi la frequenta. Siate pronti a dargli il bentornato, quella roccia protegge il vulcano trissinese al suo interno”.

“Sono stato fortunato”

La sintomatologia è evoluta – come ormai dovrebbe esserci ben chiaro nonostante ancora ci sia chi neghi le evidenze scientifiche – in una polmonite che lo ha costretto al sostegno del respiratore. In breve tempo però quella roccia di Franco, per riprendere l’espressione affettuosa di Calvi, è stato trasferito dal reparto di Terapia Semi Intensiva a Medicina Covid.

Della polmonite rimane ancora un po’ di fiatone. Con le mie patologie pregresse i medici mi hanno detto che sono stato fortunato” ha scritto l’alpinista facendo riferimento ai problemi cardiaci che la scorsa stagione lo avevano costretto ad abbandonare l’amato Boccalatte. “Alla fine è successo: sono dovuto scendere – aveva annunciato una volta a valle -. Il mio cuore sta soffrendo la permanenza in quota, anche se relativa (2.803 metri), ma dopo il mio infarto del 2013 tutto è un po’ più complicato. In questi cinque stagioni al Rifugio Boccalatte sulle Grandes Jorasses, la salute un pochino è peggiorata”.

Perlotto ha voluto concludere il suo post con un ringraziamento “a tutti quelli che si sono interessati della mia salute (telefonando a Nadia o seguendo i “bollettini” di Luca Calvi) anche se non sono riuscito a rispondere. Spero di vederci presto in montagna“. Un augurio che gli rivolgiamo anche noi!

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