CronacaNews

Weekend complesso per il Soccorso Alpino. Vittime anche in zona rossa

Il weekend appena trascorso ha visto le squadre del Soccorso Alpino impegnate in numerosi interventi in quota su Alpi e Appennini. Sarebbe forse da dire “troppi”, in considerazione del periodo emergenziale che ci troviamo ad affrontare, delle restrizioni e dell’invito al buon senso. Purtroppo non sono mancate le vittime, anche in zona rossa.

Runner perde la vita in Valmalenco

Nel pomeriggio di sabato 14 novembre un uomo ha perso la vita in Val di Togno, sullo spartiacque con la Valmalenco. La centrale della SOREU ha attivato la VII Delegazione Valtellina – Valchiavenna del Soccorso alpino intorno alle 15:30. Gli escursionisti erano due, stavano percorrendo la cresta del Monte Palino, a circa 2400 metri di quota, quando uno di loro è scivolato, in una zona dove il terreno è scosceso e ricoperto di erba secca. Il compagno ha subito chiesto aiuto. Le comunicazioni però erano difficili, per la mancanza di una buona copertura del segnale telefonico.

È partito l’elisoccorso di Como di Areu (Azienda regionale emergenza urgenza), pronte in base anche le squadre territoriali del Cnsas e del Sagf – Soccorso alpino Guardia di finanza. Il corpo senza vita della vittima, il runner sondriese Simone Massetti, è stata localizzato circa 200 metri più in basso. Recuperato, illeso, l’altro escursionista. Dopo l’autorizzazione del magistrato, è avvenuto il recupero della salma per mezzo del verricello, per il trasporto in base a Caiolo.

Simone e il suo compagno di corsa su quella cresta non dovevano trovarsi, secondo il DPCM e il riconoscimento della Lombardia come zona rossa. L’amico sarà sanzionato pertanto con una multa da 400 euro per essere uscito dal comune di residenza, Castello dell’Acqua (SO), per fare jogging in quota.

Pilota di parapendio muore in Valle d’Aosta

Il Soccorso Alpino è intervenuto anche in Valle d’Aosta, dove questa mattina l’elicottero si è alzato in volo per recuperare il corpo senza vita di un pilota di parapendio precipitato nella zona a monte di Estoul, a quota 2600 m circa.

L’allarme è scattato questa mattina dopo che è stato segnalato il mancato rientro dell’uomo, che non si è presentato sul posto di lavoro. L’incidente potrebbe essere avvenuto nella giornata di sabato.

La salma sarà portata a Champoluc per le operazioni di riconoscimento, affidate al Sagf di Cervinia.

Escursionista precipita da un sentiero attrezzato sul Monte Macaion

Secondo incidente tragico si è verificato sempre nella giornata di sabato sul Monte Macaion, in alta Val di Non. Un 56enne di Appiano stava percorrendo un sentiero attrezzato fra la strada della Mendola e il Penegal quando ha perso la presa del cordino di ferro, precipitando per 200 metri. Al momento di assicurarsi al cordino, l’uomo avrebbe perso l’equilibrio, scivolando nel vuoto. Una caduta mortale.

L’impatto al suolo sarebbe avvenuto non distante dalla strada forestale più a valle. È qui che gli uomini dell’equipaggio dell’elisoccorso hanno calato il verricello per recuperare il corpo, non potendo altro che constatare il decesso. Sul posto gli uomini del soccorso alpino e i carabinieri, che indagano sulle dinamiche dell’incidente.

Calata fatale su uno strapiombo in Cadore

Poco prima delle 19 di domenica 15 novembre, il Soccorso alpino del Centro Cadore è stato allertato a seguito del ritardo di un 44enne di Lozzo di Cadore (BL), uscito con lo zaino per una passeggiata e non rientrato a casa. I soccorritori hanno iniziato a perlustrare la zona del lungolago fino ad arrivare alla località Ligonte dove, all’inizio della palestra di arrampicata, lo hanno trovato senza vita. Non si sa se per una manovra sbagliata, facendo una calata sopra uno strapiombo, l’uomo era rimasto sospeso nel vuoto con la corda attorcigliata attorno al corpo. Ottenuto il nulla osta dalla magistratura per la rimozione della salma, i soccorritori hanno proceduto al recupero per poi affidare il corpo al carro funebre.

Fotografo naturalista perde la vita a Passo Rolle

Nella giornata di venerdì 13 novembre è stato ritrovato senza vita, alla base di un canalone sul monte Cavallazza (catena del Lagorai), un escursionista del 1955 residente a Tesero le cui ricerche erano cominciate la sera di giovedì. La vittima, Silvano De Marco, era un apprezzato fotografo e documentarista. Esperto anche pertanto nell’escursionismo. Nella giornata di giovedì era uscito con l’intento di fotografare camosci.

L’uomo era uscito da solo in mattinata senza lasciare indicazioni precise riguardo il proprio itinerario. Gli amici, allarmati dal fatto che non rispondesse al telefono, hanno chiamato il Numero Unico per le Emergenze 112 poco dopo le 21. Da una prima ricostruzione, probabilmente per l’uomo è stata fatale una scivolata per oltre cento metri lungo un canalone di ghiaioni.

Le operazioni di ricerca sono scattate subito nella serata di giovedì, con perlustrazione dei sentieri che portano dal passo Rolle al monte Castellazzo, al monte Cavallazza e ai laghi di Colbricon e delle strade principali nella zona della Val Venegia, di Baita Segantini e Juribello. Le ricerche si sono protratte fino alle due della notte per riprendere alle prime luci di venerdì mattina con più di 40 operatori tra Soccorso Alpino, Guardia di Finanza, Centro addestramento Polizia di Stato di Moena, Carabinieri di Cavalese e Vigili del Fuoco di San Martino di Castrozza. Allertati anche due cani molecolari.

Verso le 9.30, il corpo senza vita dell’uomo è stato avvistato alla base di un canalone della parete sud della Cavallazza Piccola. Sul posto sono stati verricellati il Tecnico di Elisoccorso e il medico, il quale non ha potuto fare altro che constatare il decesso dell’uomo. Dopo il nullaosta delle autorità, la salma è stata recuperata a bordo ed elitrasportata al passo Rolle, per poi essere trasferita alla camera mortuaria di Fiera di Primiero.

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