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Con il Trento Film Festival la montagna torna in televisione

Quattro appuntamenti per viaggiare dalle Dolomiti alle vette del mondo

Il Trento Film Festival torna in TV, su History Lab (canale 602 del digitale terrestre) con il programma Visioni. Il Trento Film Festival dalle Dolomiti alle vette del mondo”. Trasmissione che a marzo aveva visto andare in onda quattro film protagonisti delle scorse edizioni del Festival, e che ora torna con altre quattro puntate. Primo appuntamento questa sera alle 21 e alle 22.30. In replica domani alle 7.30 e 15.30 e domenica alle 10, 15 e 21. Orari che saranno conservati nei successivi 3 appuntamenti nelle prossime settimane. La programmazione si può vedere anche in streaming negli stessi orari sul sito hl.museostorico.it.

I nuovi quattro appuntamenti con “Visioni” vedranno al centro numerosi temi, trattati attraverso interviste realizzate in occasione della 68esima edizione del festival e registrazioni in studio con le ricercatrici e i ricercatori della Fondazione Museo Storico del Trentino. Ad arricchire la trasmissione, condotta dal giornalista Rosario Fichera, spezzoni di film e rare immagini d’archivio.

Il programma è a cura di Tommaso Iori e Sara Zanatta, in collaborazione con Rosanna Stedile. Una produzione Busacca Produzioni Video, con regia di Diego Busacca. Le riprese delle video interviste al Trento Film Festival sono di Marco Varrone (TAG – Trento Alta Formazione Grafica).

Un anno difficile, una occasione per sperimentare 

Come si legge nel comunicato ufficiale del TFF, è un anno speciale, per il Trento Film Festival come per tutti noi. Un anno difficile e pieno di ostacoli che può diventare al contempo occasione per sperimentare e mettere in campo nuove proposte e nuovi linguaggi, continuando a raccontare le montagne e le loro culture.

La televisione, insieme ai nuovi strumenti offerti dalle tecnologie digitali, è stata certamente un’alleata importante, ed è per questo che la collaborazione con History Lab e la Fondazione Museo storico del Trentino – nata nel 2019 e portata avanti già prima dello scoppio della pandemia – ha fornito al Festival una solidissima base su cui continuare a investire.

Prima puntata dedicata alla tecnologia

La prima puntata sarà dedicata alle innovazioni tecnologiche che hanno caratterizzato l’ormai secolare storia del cinema di montagna, dai suoi pionieristici esordi fino ai giorni nostri: “Dalle pizze al digitale” ci racconta questa evoluzione, grazie agli interventi del giornalista Roberto Mantovani (autore di Ciak, si scala! Storia del film di alpinismo e di arrampicata, edito dal Club alpino italiano e presentato in anteprima al Trento Film Festival), della regista Elena Goatelli (regista dei pluripremiati documentari Tom e Auspicio) e del ricercatore della Fondazione Michele Toss (curatore della mostra Usavamo la cinepresa: storie in formato ridotto).

Seconda puntata da brivido

Nella seconda puntata spazio al brivido de “La sfida verticale”, un’occasione per riflettere sui grandi cambiamenti che hanno profondamente trasformato l’arrampicata in Italia e nel mondo, da passione di pochi a fenomeno di massa, da pratica alpinistica a disciplina sportiva, pronta a sbarcare alle Olimpiadi. Due generazioni a confronto, rappresentate dall’alpinista, guida alpina e storico dell’alpinismo italiano Alessandro Gogna, e da Laura Rogora, campionessa di arrampicata in forza alle Fiamme Oro, già qualificata per Tokyo 2020. Contribuirà alla riflessione, allargando il campo dall’arrampicata al più generale immaginario della montagna, il ricercatore e viaggiatore Alessandro De Bertolini.

Terza puntata a tema vino

Il terzo appuntamento sarà dedicato a un tema che ormai è entrato a pieno titolo tra i capisaldi del Trento Film Festival: la viticoltura di montagna, i suoi protagonisti, la sua storia e le sue prospettive. In  “Vignaioli di montagna, dal Caucaso alle Alpi”, con il prof. Attilio Scienza partiremo dalle origini della domesticazione della vite, in quella Georgia paese ospite di quest’ultima edizione del Festival, per arrivare sulle colline del Collio, a Oslavia, al confine tra Italia e Slovenia, dove il vignaiolo Josko Gravner coltiva le sue vigne e produce vini unici al mondo. Lo storico dell’economia Alberto Ianes approfondirà la storia della viticoltura trentina nei suoi aspetti economico-sociali.

Finale tra cinema e cambiamenti climatici

Si chiude con “Cinema e cambiamenti climatici”, per capire se attraverso il linguaggio del cinema sia possibile offrire uno sguardo globale sulle sfide che l’umanità ha di fronte, sulla crisi climatica mondiale e sulla potenza, talvolta distruttiva, dell’uomo. Se ne parlerà con Laura Zumiani, responsabile della programmazione generale del Trento Film Festival, e con il meteorologo e divulgatore Luca Mercalli. La sociologa Sara Zanatta unirà i temi della difesa dell’ambiente e della presa di consapevolezza da parte dei cittadini, raccontando la nascita del movimentismo verde nella seconda metà del Novecento.

Il TFF come laboratorio in cui collaborare

“La serie, oltre a consolidare il rapporto tra Fondazione e Festival, dimostra come i linguaggi del cinema e della televisione possano dialogare con efficace naturalezza. Anche grazie al collante della storia, dal momento che per questo nuovo ciclo di puntate alcuni ricercatori e ricercatrici della Fondazione hanno letto i temi di puntata sotto una lente storica, ora locale ora nazionale, attingendo ai loro studi e ricerche più recenti, dai movimenti sociali all’economia di montagna, dalla storia alpinistica alla sua rappresentazione nelle pellicole amatoriali, straordinario patrimonio della nostra Cineteca”, spiega il direttore della Fondazione Museo storico del Trentino, Giuseppe Ferrandi.

Ci piace definire il Trento Film Festival come un “laboratorio”, e siamo convinti che i migliori esperimenti e le migliori ricerche si facciano in team: per questo motivo è fondamentale per noi lavorare sempre in collaborazione con tutti i soggetti territoriali che hanno nella promozione della cultura la loro mission. Con la Fondazione Museo storico del Trentino condividiamo da anni il desiderio di collocare la riflessione sulle terre alte in una prospettiva storica, analizzando i mutamenti culturali, sociali ed economici grazie all’utilizzo di strumenti e linguaggi propri delle più diverse discipline. Visioni rappresenta in qualche modo la realizzazione di questo desiderio: siamo contentissimi di metterlo a disposizione di tutti i trentini, e non solo, grazie a History Lab”, conferma la direttrice del Trento Film Festival Luana Bisesti.

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