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Bolzano, Messner apre il “Museo della montagna incantata”

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BOLZANO —  “Castel Firmiano diventa la montagna incantata che da tempo sognavo”. Con queste parole, un gran galà e un’eruzione vulcanica simulata, Reinhold Messner ha aperto i battenti del Messner Mountain Museum “La montagna incantata”, in Alto Adige. E’ il cuore del circuito di musei dedicati all’alta quota a cui l’alpinista sta lavorando dal 2002.

Il museo è stato inaugurato venerdì sera con una cena di gala. Quattrocento gli invitati doc, tra i quali figuravano solo autorità e nomi altisonanti dell’elite alpinistica. Per l’occasione, il regista berlinese Gert Hof ha messo in scena un’eruzione vulcanica che ha voluto rappresentare la rinascita della collina di Firmiano, originata da un’eruzione avvenuta oltre 200 milioni di anni fa.
 
Oltre mille persone hanno visitato la struttura durante il suo primo giorno di apertura, avvenuta proprio in concomitanza con il 60° anniversario dell’AVS – Alpenverein Sudtirol.
 
Castel Firmiano è uno dei mattoni che dovrebbero contribuire a far diventare bolzano la capitale europea delle alpi, sogno inseguito dalla città che da qualche anno cerca di portar via la leadership a Chamonix. Un dibattito sul ruolo di bolzano come capitale europea delle alpi. tra il creatore e i fratelli Heiner e Georg Oberrauch e il sindaco Gigi Spagnoli.
 
Ma cosa contiene questo museo dal nome affascinante? Per esempio,la tenda in cui Anderl Heckmair si accampò alla base dell’Eiger prima della conquista della parete Nord. O il rampino di Winkler, re delle Torri di Vajolet. E via via altri reperti alpinistici, ricordi di personaggi, quadri, statue, maschere, pietre che raccontano i duecento anni di storia dell’alpinismo.
 
Spazio anche alla religione e alla filosofia legate alla montagna, per esempio con una cappella posta in cima ad una collina, inaccessibile come i Kailash, la montagna sacra tibetana.
 
Ma qui l’alpinismo non è solo da vedere, da fruire in modo passivo. Innanzitutto farne anche un po’, visto che il dislivello da percorrere per completare la visita è di circa 400 metri: lungo le splendide mura, nelle cinque torri e nel palazzo, il saliscendi ricorda più o meno la parete Nord dalla cima Ovest di Lavaredo, come ha detto lo stesso Messner durante l’inaugurazione.
 
Poi ci sono le strutture per l’intrattenimento. Come la palestra d’arrampicata per i piccoli, una grande sala per mostre temporanee e un suggestivo anfiteatro scavato nella roccia.
 
Il castello che ospita il museo, tuttora di proprietà pubblica, è stato ristrutturato dalla Provincia Autonoma di Bolzano con otto milioni di euro. Per trent’anni resterà in affitto a Messner.
 
Castel Firmiano è il cuore del circuito dei Messner Mountain Museum (MMM) ideati dallo scalatore altoatesino nel 2002-Anno Internazionale della Montagna. Qui l’attenzione è tutta per i temi legati all’ambiente, alle religioni, all’arte alla natura delle grandi montagne e della storia dell’alpinismo.
 
Gli altri satelliti del circuito sono l’MMM Juval, in Val Senales, dedicato ai miti delle grandi montagne e alle loro religioni, l’MMM Dolomites o museo delle nuvole in vetta al monte Rite a Cibiana di Cadore, e l’MMM Ortles a Solda, dedicato al ghiaccio. Ne manca ancora uno, che dovrebbe essere dedicato ai popoli di montagna ma che per ora è solo un’idea.
 
Messner, 62 anni, è stato il primo uomo a scalare l’Everest senza l’ausilio di ossigeno ed il primo alpinista ad aver scalato tutti e 14 gli ottomila della Terra.
Sara Sottocornola

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