Itinerari

A piedi nei luoghi del terremoto dell’Irpinia

Andrea Perciato lancia il Cammino Arcobaleno

Conza, Sant’Angelo dei Lombardi, Lioni, Calabritto, Laviano. Questo elenco di borghi e cittadine tra la valle del Sele e l’Irpinia, per gli italiani che hanno superato i 50 anni, fa lo stesso effetto che recitare oggi i nomi di Norcia, Arquata del Tronto, Visso, Camerino, Accumoli e Amatrice. Se gli ultimi centri citati sono stati colpiti dai terremoti degli ultimi mesi del 2016, i primi sono stati rasi al suolo il 23 novembre del 1980 da un sisma ancora più violento, che ha devastato l’Irpinia e la Basilicata, e che ha fatto sentire i suoi effetti anche a Napoli e nel suo popolatissimo hinterland. In tutto sono stati colpiti 687 Comuni, abitati da circa 6 milioni di persone. Secondo le fonti più attendibili i morti complessivi sono stati 2914, i feriti 8848, gli sfollati circa 280.000. Sant’Angelo dei Lombardi ha avuto 482 vittime, Laviano 303, Lioni 228. 

Quarant’anni fa, la Protezione Civile italiana era molto meno organizzata di oggi, e per soccorrere le popolazioni dell’Irpinia e dintorni, insieme all’Esercito, si sono messi in marcia i sindacati, le cooperative, le parrocchie, gli scout e altre organizzazioni di volontariato. L’Associazione Nazionale Alpini, sempre presente in questi casi, per motivi territoriali (è radicata soprattutto al Nord) è stata un po’ meno presente che dopo l’alluvione del Vajont nel 1963 e il terremoto del Friuli nel 1976, ma ha comunque costruito numerose scuole in Basilicata. L’interminabile ricostruzione dei centri storici, dei servizi, delle strade e tutto quanto serve alla vita civile non è ancora stata completata, ed è stata accompagnata da scandali, denunce sulla stampa e processi. Altre polemiche e altre pesantissime accuse hanno interessato i ritardi durante i soccorsi.

Per me, e per i miei coetanei, quei terribili giorni sono stati un’esperienza fondamentale di vita” spiega Andrea Perciato, 61 anni, guida ambientale, scrittore, blogger, ideatore di cammini e animatore del centro Trekking Campania. Quarant’anni fa abbiamo partecipato alla Operazione Arcobaleno dell’AGESCI, l’associazione degli Scout cattolici italiani. Abbiamo lavorato per alleviare la sofferenza di una popolazione che aveva perso tutto. E’ stata una mastodontica operazione di generosità, di altruismo, di solidarietà, di servizio, di strada”.

Oggi, a quasi quarant’anni dal terremoto, Andrea, che è nato a Salerno e vive nella vicina Pellezzano, si è messo di nuovo al servizio di quei territori, dove le ferite del sisma sono ancora ben visibili. Ha ideato un Cammino di 92 chilometri, articolato in 5 tappe, che attraversa le province di Salerno e Avellino e sfiora il confine regionale con la Basilicata.

Il Cammino dell’Arcobaleno

Si parte da Oliveto Citra, in valle del Sele e ai piedi dei Monti Picentini, si va a nord traversando la Riserva naturale dei Monti Eremita e Marzano, si toccano Laviano, Santomenna e la Sella di Conza, dove s’incrocia la via Appia Antica. Poi si piega a ovest in direzione di Sant’Angelo dei Lombardi e dell’Abbazia di San Guglielmo al Goleto. Infine, toccata anche Lioni, un altro dei centri più colpiti, il Cammino si conclude davanti all’Abbazia di San Gerardo a Materdomini.   

Il Cammino dell’Arcobaleno, o delle Terre Violate, di cui si è iniziato a parlare da poco sulla stampa locale e sui social, verrà ufficialmente inaugurato dal 22 al 27 settembre da un gruppo di una decina di persone. Oltre ad Andrea Perciato, parteciperanno molti ex-Scout, suoi amici, che sono intervenuti insieme a lui nei luoghi della tragedia del 1980. Il loro trekking, però, non sarà solo una rievocazione privata. 

Il Cammino, che ho progettato e verificato interamente, è un dono che faccio al territorio e alle comunità locali. Dopo l’inaugurazione, pubblicherò a mie spese una guida che sarà anche un libro dedicato a quei terribili giorni” spiega ancora Perciato. Il simbolo del Cammino dell’Arcobaleno sarà la forcola, che per gli Scout rappresenta la necessità di saper decidere la strada che si vuole percorrere nella vita, quando ci si trova davanti ad un bivio. La Campania, a parte la Francigena del Sud e l’Appia Antica, è ancora priva di Cammini ufficiali. Mi auguro che il Ministero dei Beni Culturali decida di inserire il mio itinerario nell’Atlante dei Cammini italiani”. 

Andrea Perciato frequenta l’Irpinia e i suoi sentieri da decenni. L’idea di un itinerario ufficiale gli è venuta anche grazie al Cammino delle Terre Mutate, il trek in 14 tappe che unisce Fabriano con L’Aquila attraverso i Monti Sibillini, Amatrice e le pendici del Gran Sasso. Un percorso di cui abbiamo raccontato più volte, che ha avuto un grande successo di pubblico, e che è già stato seguito da migliaia di escursionisti. 

Anche se dal terremoto dell’Irpinia sono passati 40 anni, anche se si attraversano colline e montagne suggestive, a rendere questi luoghi indimenticabili è il dolore, che si percepisce ancora con forza nella zona” continua Andrea Perciato. Chi cammina in questi luoghi scopre dei paesaggi suggestivi e dei notevoli monumenti storici. Ma trova anche un legame fortissimo tra le testimonianze, le immagini e i racconti. Questo territorio è stato colpito e trasformato dal sisma, e nei decenni successivi è stato ulteriormente indebolito dalla disoccupazione e dall’emigrazione. Un fenomeno che continua anche oggi”. 

La mia speranza –continua il blogger e camminatore di Salerno – è di donare a questa terra e alla sua gente una opportunità di sviluppo, soprattutto per i giovani che hanno scelto, nonostante tutto, di restare. Il Cammino dell’Arcobaleno permette di vivere un percorso interiore, con esperienze profonde, a contatto con la fragilità delle comunità che ancora vivono e operano qui”.

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