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In viaggio sulle Dolomiti con Meridiani

Potete trovare in edicola il nuovo numero di Meridiani dedicato alle Dolomiti.

Marmolada, Tre Cime di Lavaredo, Pale di San Martino, Tofane: nomi mitici, icone di una bellezza che tutto il mondo ci invidia. Perché solo qui la dolomia, la roccia nata dall’incontro tra alghe e coralli, calcari e acque marine, ha saputo creare quelle superbe cattedrali di pietra che, emerse dal mare 200 milioni di anni fa, antiche leggende narrano essere abitate da re, maghi e principesse. Di questo mondo fantastico, che si estende su una superficie di 16mila km2 fra Trentino, Alto Adige, Veneto e Friuli (e tutelato dal 2009 come Patrimonio dell’umanità dall’Unesco), scopriremo i tanti segreti: natura, storia, arte e cultura, imprese alpinistiche, personaggi e tradizioni, gastronomia, attualità e svaghi. Emerge, da questo ritratto che Meridiani propone delle Dolomiti, una sorprendente varietà di chiavi di lettura. È come sollevare un sipario dopo l’altro, per scoprire scenari ogni volta diversi e inattesi.

Un viaggio tra le mille suggestioni che solo i cosiddetti Monti Pallidi sanno regalare.

L’editoriale del direttore

A presentarci il numero di Meridiani Dolomiti, il direttore Marco Casareto:

Se siete fra coloro che quest’anno hanno dovuto rinunciare al mare, potreste felicemente supplire con una vacanza nelle Dolomiti. Sdraiati sulla verde radura di un alpeggio, al cospetto di maestosi pinnacoli rocciosi, vi basterebbe chiudere gli occhi e, con un po’ di immaginazione, proiettarvi indietro nel tempo di 240 milioni di anni per ritrovarvi lungo spiagge con acque poco profonde, dove proliferano colonie batteriche che sedimentano in strutture di carbonato di calcio. È così che andavano lentamente formandosi queste montagne, in un alternarsi di climi e livelli delle acque. Poi, 25 milioni di anni orsono, la collisione fra placca africana ed euroasiatica iniziò a sollevare i fondali, fino a far emergere quell’insieme di guglie e pareti strapiombanti che qualcuno, nell’Ottocento, avrebbe paragonato ad “absidi di enormi cattedrali” e “muri di abbazie in rovina”. Camminare tra questi pascoli è dunque come passeggiare sul fondo di un antico mare, circondati da gigantesche scogliere fatte di resti, cementati e compattati, di organismi acquatici. Il riconoscimento delle Dolomiti come “uno straordinario libro aperto sulle maggiori fasi della storia della Terra”, unitamente alla loro eccezionale “bellezza e importanza estetica”, ha indotto l’Unesco, poco più di un decennio fa, a iscriverle nel Patrimonio mondiale dell’umanità, definendole “uno fra i più bei paesaggi montani che vi siano al mondo”. Ma questo “arcipelago fossile” è singolare non solo dal punto di vista geologico. Sparso fra tre Regioni e cinque Province, è da tempo immemorabile un puzzle di genti e di lingue: trentini, veneti, altoatesini, friulani, ladini, mòcheni… ognuno con la propria cultura e le proprie tradizioni. Ma con in comune l’intraprendenza che la difficile vita di montagna impone. Non stupitevi dunque se, alla fine di un lungo sentiero, vi ritroverete al cospetto del microbirrificio più alto d’Europa (al Rifugio Lavarella, 2.042 metri) oppure se, nel fienile di un maso delle Dolomiti di Fiemme, scoprirete una coltivazione di funghi pregiati biologici (all’Im Thal di Aldino) o se, entrando in un bar di Anterivo, vi verrà offerto un insolito “caffè” di lupini (alla Locanda Kürbishof). Buona immersione.

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